Viaggio a Lanzarote. Cosa vedere nell’isola che mi ha stregato il cuore

viaggio a Lanzarote

Il mio viag­gio a Lan­zarote è sta­to amore a pri­ma vista. Per chi ama viag­gia­re come me, tornare due volte nel­lo stes­so luo­go è impens­abile. Però a volte suc­cede che arrivi in un pos­to e per qualche moti­vo sen­ti che in quel pos­to tornerai di nuo­vo, lo sai non appe­na ci met­ti piede.

Così è suc­ces­so nel mio viag­gio a Lan­zarote. Riti­ra­ta l’auto, mi è bas­ta­to per­cor­rere pochi chilometri, guardare fuori dal finestri­no i suoi col­ori al calar del sole, per pen­sare di essere nel mio pos­to. Non nascon­do che uno dei miei sog­ni è quel­lo un giorno di pot­er com­prare una pic­co­la casa sper­du­ta tra la ter­ra vul­cani­ca, una casa rur­al, con il mio gia­rdi­no di piante grasse, pieno di aloe e palme. Sì ques­ta iso­la mi ha vera­mente stre­ga­to. Così da decidere di tornare due volte di segui­to, la pri­ma per sco­prir­la in ogni suo ango­lo, la sec­on­da per viver­la con lentez­za. 

Paesaggi Viaggio a Lanzarote

Perché organizzare un viaggio a Lanzarote?

  1. La natu­ra è incon­t­a­m­i­na­ta
  2. E’ l’isola del­lo svilup­po sosteni­bile 
  3. Ogni ango­lo è per­me­ato dall’estro di César Man­rique, artista ed ecol­o­gista
  4. Per le sue spi­agge nascoste, le sue onde impo­nen­ti
  5. Si pos­sono fare mer­av­igliosi trekking, con la sen­sazione di cam­minare su Marte 
  6. Per l’atmosfera che si res­pi­ra, di un pos­to sereno e cal­mo, un tuffo nel pas­sato ma con la con­sapev­olez­za di cosa ser­va per il futuro

Lanzarote e la sua Natura Incontaminata 

Lan­zarote è un’isola dal­la natu­ra incon­t­a­m­i­na­ta, tan­to da essere dichiara­ta Ris­er­va del­la Bios­fera dall’UNESCO : cir­ca il 40% del suo ter­ri­to­rio è infat­ti rego­la­to da divi­eti (soprat­tut­to a liv­el­lo urban­is­ti­co). Il pae­sag­gio vul­cani­co, pre­sen­ta un’infinità di sfu­ma­ture. A volte vi sem­br­erà di essere su Marte, a volte sen­tirete la pro­fon­dità dell’oceano, a volte vi sen­tirete al cen­tro di un enorme gia­rdi­no. 
Det­ta anche Isla del Fuego, con i suoi 30 vul­cani attivi, vi trasmet­terà un’energia vera.
Potrete fare trekking sui vul­cani o rag­giun­gere spi­agge cristalline. Sco­prirete calette nascoste dove fare snorkelling, dove la fine sab­bia bian­ca farà da con­trasto con le pietre nere vul­caniche e il blu del mare. Vi potrete perdere in per­cor­si e grotte sot­ter­ra­nee o ammi­rare le saline dall’alto. Oppure passeg­gia­re nei suoi orig­i­nali vigneti.

Vigneti Lanzarote

Lanzarote, un viaggio nell’isola all’insegna dello sviluppo sostenibile

Lan­zarote ha una cul­tura agri­co­la molto spe­cial­iz­za­ta e per adat­tar­si al ter­ri­to­rio ha svilup­pa­to tec­niche ad hoc come la colti­vazione su sab­bia vul­cani­ca. Un’e­sem­pio è nel­la pro­duzione del suo delizioso vino.

Questo adat­tar­si al ter­ri­to­rio, vis­i­bile pae­sag­gis­ti­ca­mente nelle infinte colline di vigneti nel­la valle de La Geria, è un pò la filosofia dell’isola. Con l’aumentare del tur­is­mo, si sono get­tate infat­ti le basi per una strate­gia glob­ale per lo svilup­po sosteni­bile del­l’iso­la.

Tale pro­gram­ma sot­to­lin­ea la con­ser­vazione e l’u­so sosteni­bile delle risorse nat­u­rali, la bio­di­ver­sità, l’am­bi­ente fisi­co e il pae­sag­gio. Inoltre incor­ag­gia il recu­pero, il restau­ro del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale e lo svilup­po sosteni­bile del­l’e­cono­mia del­l’iso­la in gen­erale, cer­can­do di ridurre al min­i­mo il con­sumo di risorse e la pro­duzione di rifiu­ti da parte degli stes­si cit­ta­di­ni.

Anche lo svilup­po urban­is­ti­co segue questi prin­cipi. E fu pro­prio César Man­rique, artista, urban­ista ed ecol­o­gista (Pre­mio Mon­di­ale per l’Ecologia e Tur­is­mo) uno dei mag­giori attivisti locali a bat­ter­si per la pro­mozione di un mod­el­lo d’intervento sul ter­ri­to­rio sosteni­bile e bloc­ca­to. Potrete con­statar­lo con i vostri occhi, i nuovi hotel, e in gen­erale le strut­ture nate per il tur­is­mo, rispec­chi­ano gli stes­si canoni, case basse, rig­orosa­mente bianche, con le finestre di col­ore verde, blu o mar­rone.

Harìa Lanzarote - 1

Come organizzare un viaggio a Lanzarote e cosa sapere

Orga­niz­zare un viag­gio a Lan­zarote è molto sem­plice. L’isola infat­ti è grande solo 800 chilometri qua­drati, e con l’auto si attra­ver­sa in una sola gior­na­ta. Per spostar­si da nord a sud ci vuole un’ora.
Quin­di bas­ta scegliere l’area e la zona in cui sog­giornare e da lì è pos­si­bile par­tire per esplo­rare l’isola. L’isola prende il nome dall’esploratore ital­iano che la sco­prì nel 1312, Lanze­rot­to Mal­o­cel­lo.

Volare a Lanzarote

Potete arrivare a Lan­zarote con le prin­ci­pali com­pag­nie low cost (Easy­Jet, Vuel­ing, Ryanair). La pri­ma vol­ta sono sta­ta for­tu­na­ta e ho trova­to per la pri­ma set­ti­mana di giug­no un volo diret­to 99 euro a/r. Qua­si impos­si­bile trovare una cifra del genere, con­sid­er­ate infat­ti che, anche se politi­ca­mente le Canarie sono spag­nole, geografi­ca­mente apparten­gono al Maroc­co. I voli medi si aggi­ra­no sui 150 euro a per­sona per arrivare a cir­ca 300 nelle sta­gioni di pun­ta. Ma sono pur sem­pre qua­si 4 ore di volo.

Quando andare a Lanzarote

E’ pos­si­bile vis­itare Lan­zarote tut­to l’anno, gra­zie al suo cli­ma mite. In inver­no tro­verete infat­ti tra i 15 e i 20 gra­di, mag­a­ri l’acqua sarà un pò più fred­da per fare il bag­no, ma potrete esplo­rare al meglio l’isola. Solo una costante: il ven­to. Sì le isole Canarie sono ven­tose, altri­men­ti non sareb­bero una delle mete più get­to­nate per il surf.

Abbiglia­men­to casu­al e sporti­vo, una fel­pa, un cos­tume, pan­talonci­ni e siete pron­ti. Un viag­gio a Lan­zarote è immer­sione totale con la natu­ra.
Se cer­cate una vacan­za al mare tra vil­lag­gi e vita mon­dana, vi con­siglierei un altro pos­to, anche se nel­la parte di Cos­ta Teguise potrete trovare una vita più movi­men­ta­ta.

Noleggiare un auto a Lanzarote

Potete facil­mente affittare un auto appe­na atter­rati, o preno­tan­dola pri­ma. Vi con­siglio di scri­vere a Cabr­era Med­i­na. I prezzi sono vera­mente van­tag­giosi, cir­ca 100 euro per una set­ti­mana. Anche la ben­z­i­na è molto van­tag­giosa. In ogni caso non tro­verete asso­lu­ta­mente traf­fi­co e si gui­da facil­mente.

Quanto costa un viaggio a Lanzarote?

La vita in gen­erale a Lan­zarote non è cos­tosa. Potrete man­gia­re tapas per pochi euro o gustare una deliziosa cena a base di pesce fres­co con 20 euro a cop­pia. Anche per sog­giornare avete un’ampia scelta, hotel di lus­so, case rur­al, appar­ta­men­ti sul mare. Vi con­siglio di dormire mag­a­ri in una Fin­ca nel­la cam­pagna sper­du­ta. Lan­zarote è vera­mente per tutte le tasche.

Ma quali sono le cose da vedere a Lanzarote?

Di segui­to una lista delle cose che vi con­siglio di non perdere nel vostro viag­gio a Lan­zarote, divise per zone.

Nord di Lanzarote

La parte Nord di Lan­zarote è l’area più sel­vaggia e aut­en­ti­ca. Per me sen­za ombra di dub­bio la più affasci­nante. In piena agos­to si vive una tran­quil­lità da luo­go remo­to. Molte delle attrazioni e dei pae­si più inter­es­san­ti si trovano qui. Se cer­cate però il mare cal­mo e cristalli­no tipo For­mentera non dovete venire qui.

Jameos del Agua

Lan­zarote è un museo a cielo aper­to gra­zie alle opere del­l’artista César Man­rique. Ma Man­rique è famoso soprat­tut­to per i suoi inter­ven­ti architet­toni­ci di recu­pero e val­oriz­zazione. Uno di questi è sen­z’al­tro lo Jae­mos del Agua.
Solo il suo genio pote­va immag­inare e trasfor­mare i detri­ti di un tun­nel vul­cani­co (di oltre 6 km insieme alla Cue­va de Los Verdes), con lava che scor­re­va dal Vol­cán de la Coro­na, in un luo­go uni­co al mon­do. Dal ruvi­do basalto nero è nato un luo­go dove preval­go­no pace e tran­quil­lità, armo­nia e bellez­za. Bian­co, blu, verde e nero, questi sono i col­ori che Man­rique ha dato alla sua iso­la. Quei col­ori si con­fon­dono lun­go un per­cor­so di stra­or­di­nar­ia bellez­za, incor­ag­gian­do l’im­mag­i­nazione e i sog­ni.
Da una scala a chioc­ci­o­la in leg­no si accede ad un ris­torante panoram­i­co per­fet­ta­mente incas­tra­to nel­la roc­cia. Di fronte a voi una grot­ta, con una lagu­na inter­na sot­ter­ranea di acqua mari­na, dove vive una specie uni­ca al mon­do di gran­chio albi­no. La grot­ta ospi­ta uno splen­di­do bar e con­cer­ti alla sera.

Grotta Jameos del Agua Lanzarote
Grotta Jameos del Agua Lanzarote


Pros­eguen­do ver­so la luce vi ritro­verete in una grande pisci­na panoram­i­ca, con­tor­na­ta da fel­ci ver­di e dove can­tano pic­coli uccel­li. Ben­venu­ti in Par­adiso. Da lì una visi­ta ad un incred­i­bile anfiteatro e l’interessante Museo “Casa de los Vol­canes”, dove sco­prire la sto­ria del­la nasci­ta dell’isola.
Ques­ta è sta­ta la pri­ma opera di Man­rique ed è il per­fet­to rif­lesso dei suoi ide­ali esteti­ci: armo­nia tra arte e natu­ra. 

Dalle 10:00 alle 18:30 / il saba­to fino alle 22:00
Cos­to del bigli­et­to: 10 euro

jameos del agua Lanzarote
Jameos del Agua Lanzarote

Cueva de Los Verdes

Una grot­ta dal­l’aspet­to mito­logi­co, piena di leggende. Per­cor­rerete il tun­nel lun­go 1 km accom­pa­g­nati da una gui­da. La visi­ta dura cir­ca un’o­ra e nasconde una sor­pre­sa che nes­suno svela. Per me è sta­to cari­no ma non essen­ziale.

Dalle 10:00 alle 19
Cos­to del bigli­et­to: 10 euro

Mirador del Rio

A 400 metri di altez­za, mime­tiz­za­to sul­la roc­cia, si tro­va il famoso Mirador del Río, forse la creazione architet­ton­i­ca più rap­p­re­sen­ta­ti­va di Man­rique. Affac­cia­to sul Risco di Fama­ra, il Mirador prende il sopravven­to sul El Rio, lo stret­to di mare che sep­a­ra Lan­zarote da la Isla de La Gra­ciosa.
Da qui potete ammi­rare un panora­ma moz­zafi­a­to sul Par­co Nazionale delle isole Chini­jo. L’interno pre­sen­ta un caf­fè, la cui architet­tura nasconde un’infinità di det­tagli, con le sue impres­sio­n­an­ti finestre di vetro, gli occhi del Mirador, pen­sate dall’artista per aumentare l’effetto panoram­i­co, e le scul­ture mon­u­men­tali e uniche che pen­dono dal sof­fit­to sfi­dan­do la grav­ità.

Dalle 10 alle 7:45 (18:45 in estate)
Cos­to del bigli­et­to: 5 euro

Mirador del Rio Lanzarote
Mirador del Rio

Playa del Risco — Camino de los Gracioseros

Ques­ta escur­sione è una bel­lis­si­ma occa­sione di vivere in modo sosteni­bile l’iso­la. Un trekking di poco più di un’o­ra per arrivare sul­la bel­lis­si­ma Playa del Risco. Per­cor­ren­do la stra­da che da (paesino bel­lis­si­mo) por­ta a Guinate, al biv­io per il Mirador del Rio, imboc­cate la destra per cir­ca 500 m fino ad incon­trare sul­la sin­is­tra una stra­da las­tri­ca­ta e arriverete ad un’area di sos­ta. Non las­ci­ate cose a vista per­ché il parcheg­gio non è cus­todi­to e in alcu­ni casi sono sta­ti rot­ti i vetri. Da qui iniziate il sen­tiero conosci­u­to come il Camino de los Gra­cioseros. La disce­sa vi farà attra­ver­sare la mon­tagna, la muraglia del Risco. Il ter­reno è grad­i­na­to per la pri­ma parte e poi è di ter­ra lav­i­ca. da non fare in infra­di­to. La vista sul­la Gra­ciosa si fa via via più spet­ta­co­lare. Quan­do arriverete sul­la spi­ag­gia vi sem­br­erà di stare lon­tani dal mon­do.

Playa del Risco
Playa del Risco

Jardin de Cactus

Se amate le piante grasse non potete non vis­itare il gia­rdi­no museo, anche questo prog­et­ta­to dal­la mente di Man­rique.
Il Jardín de Cac­tus è sta­to l’ul­ti­mo lavoro di inter­ven­to ese­gui­to da César Man­rique a Lan­zarote. Ed è un ulti­mo lavoro sbalordi­ti­vo.
4.500 esem­plari di 450 specie diverse, di 13 famiglie di cac­tus, prove­ni­en­ti dai cinque con­ti­nen­ti.
Sui fichi d’india, vive la coc­ciniglia, un prodot­to di grande ril­e­van­za finanziaria a Lan­zarote nel XIX sec­o­lo, da cui si rica­va il col­ore rosso ver­miglio.
L’om­bra verde delle piante fa da con­trasto al cielo blu e la ter­ra nera vul­cani­ca cre­an­do un’ar­mo­niosa esplo­sione di col­ore che colpisce i vis­i­ta­tori. Gli uni­ci suoni che spez­zano la pace e la qui­ete che prevale sono il can­to degli uccel­li e il ronzio degli inset­ti. Salite sul­la collinet­ta con il muli­no a ven­to per avere una vista di insieme del gia­rdi­no e vis­itare il ris­torante. Por­tate un cap­pel­lo per il sole e il cal­do inten­so.

Dalle 10:00 alle 17:45. (dalle 9:00 in estate)
Cos­to del bigli­et­to: 5 euro

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César Man­rique, artista poliedri­co, ma anche dis­eg­na­tore urban­is­ti­co, ecol­o­gista, ha ama­to Lan­zarote e il suo amore lo si può vedere in tut­ti i suoi prog­et­ti sul­l’iso­la: niente detur­pa il pae­sag­gio tut­to è per­fet­ta­mente in armo­nia. Il Jardin De Cac­tus è un mer­av­iglioso esem­pio di inter­ven­to architet­ton­i­co inte­gra­to con il pae­sag­gio. Si tro­va in un pos­to uni­co e con­ser­va all’in­ter­no 4500 cac­tus. Il verde delle piante con­trasta con il blu del cielo e il nero vul­cani­co. Per la sua bellez­za, per il sis­tema di colti­vazione orig­i­nale (sis­tema con­cen­tri­co di ter­razze per pro­teggere le piante dal ven­to) per come si è adat­ta­to al pae­sag­gio ha vin­to in questi giorni il pres­ti­gioso pre­mio Scarpa che si pro­pone di dif­fondere pro­prio la cul­tura del­la buona ges­tione del pae­sag­gio e del­la cura per l’am­bi­ente. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ #lan­zarote #cesar­man­rique #jardinde­cac­tus #canary­is­lands #canarie #archi­tec­turelovers #trav­e­lad­dict #españa #espana #spain_vacations #spagna #view­point #beau­ti­fuldes­ti­na­tions #island #lan­zaroteis­land #spain_beautiful_landscapes #vaca­tion­time #lanzarote2017 #architet­tura #vis­ites­paña #islas­ca­narias #bbc­trav­el #lan­zaroteis­land #vsco­spain #vsco­trav­el #the­globe­wan­der­er #wan­der­folk #IAmA­Trav­el­er #lifein­trav­el #alwaysgo

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Harìa

Per me il vil­lag­gio più bel­lo di tut­ta l’iso­la. “Haría van­ta un mag­net­ismo rasser­enante e armo­nioso”, così la defini­va César Man­rique. Det­ta anche
valle delle mille palme, per l’u­san­za di piantare una pal­ma per ogni nuo­vo nasc­i­turo, il suo spe­ciale micro­cli­ma rende le sue terre le più ver­di dell’isola.

Harìa, la valle delle Palme

Vis­itare Harìa con la sua piaz­za e le sue bot­teghe, il suo mer­ca­to cit­tadi­no, mi ha ripor­ta­to a quel­la dimen­sione di tran­quil­lità che non sen­ti­vo da quan­do ero bam­bi­na. Ad Harìa c’è la Casa-Museo di César Man­rique, con i suoi lib­ri, le sue foto, potete vis­itare anche il suo stu­dio, con anco­ra i pen­nel­li sporchi di col­ore, vera­mente affasci­nante. Per me anco­ra di più aven­do­mi ripor­ta­to con la mente allo stu­dio di mio non­no che è sta­to un pit­tore. Inoltre da Harìa partono diver­si trekking, tra cui quel­lo per il Mirador de los hele­chos e quel­lo per il Mirador del Risco de Fama­ra, con una vista ver­tig­i­nosa. Pren­dete un pran­zo al sac­co alla Bio­ten­da del mer­ca­do.

Trekking harìa
Mirador del Risco de Fama­ra

Ulti­ma tap­pa da non perdere è la famosa “Haría Arte­sanal”, dove trovare arti­giana­to e agri­coltura eco­log­i­ca. Un modo per far conoscere l’etnografia di Haría, così spe­ciale, alla gente di Lan­zarote e ai tur­isti. Tut­ti i sabati mat­ti­na nel­la piaz­za prin­ci­pale. Per me molto più aut­en­ti­co di quel­lo più famoso di Teguise.

Per cenare due sono i posti che non dovete perdere:
Cen­tro Cul­tur­al La Tegala, cuci­na casalin­ga, servizio impec­ca­bile, pietanze gus­tose, prezzi incred­i­bili. Man­gerete avvolti nel rosso amar­il­lo delle pareti di questo ris­torante, cen­tro cul­tur­ale. Vera­mente un tuffo nel pas­sato. Il mio prefer­i­to. Ordi­nate un piat­to di pimien­tos cot­ti al forno sot­to sale.
La Puer­ta Verde, più sofisti­ca­to e ricer­ca­to, una val­i­da alter­na­ti­va alla cuci­na più spar­tana.

Pimientos La Tegala

Playa La Garita ad Arrieta

La Playa La Gari­ta, ad Arri­eta è una mez­za­lu­na di sab­bia nera spar­tana e un pò freak. Molto fre­quen­ta­ta dai locali e poco dai tur­isti, c’è chi prende il sole, e chi le onde. Questo è uno dei beach­break più famosi di tutte le Isole Canarie. Si tro­va a 10 minu­ti di dis­tan­za da Harìa, ed è il pos­to per­fet­to per una pausa a pran­zo o un drink al tra­mon­to. Melan­zane fritte al miele e for­mag­gi al chirin­gui­to, o un mohi­to ghi­ac­cia­to a 3 euro al sim­pati­co Sam­rise.

Playa La Garrita, Arrieta
Playa La Garrita
Sur a La Playa la Garrita
Playa la Garrita Lanzarote
Melanzane con il miele Cinringuito Arrieta

Dal­la spi­ag­gia pros­e­gui­te fino al cen­tro di Arri­eta ed arrivate a pie­di alla par­ti­co­laris­si­ma Casa Chi­na, con le sue ampie vetrate e un tet­to in stile pago­da ori­en­tale. Fu costru­i­ta da Juan de León Per­do­mo, un abi­tante di Haría, per farne un bal­n­eario di riposo per la sua figlia mala­ta.

Casa China Lanzarote
Casa Chi­na

Poco dopo inizia Pun­ta Mujeres, uno splen­di­do vil­lag­gio sul mare, fat­to di vicoli, bal­coni, di piante grasse, bam­bi­ni che gio­cano per stra­da, e piscine nat­u­rali dove pot­er­si immerg­ere.

Punta Mujeres
Punta Mujeres

Verso Orzola, Caletón Blanco

Dal­la stra­da che da Arri­eta pro­cede lun­go la cos­ta in direzione Orzo­la, si nascon­dono una serie di calette nat­u­rali di sab­bia bian­ca e acque azzurre. Io ne ho scop­er­ta una più pic­ci­na poco pri­ma del famoso Caletón Blan­co. Pochi tur­isti, per­lop­iù france­si o tedeschi. Scegli­ete il vostro riparo dal ven­to, fat­to di pic­coli muret­ti cir­co­lari, “costru­iti” con le pietre laviche impi­late a rego­la d’arte. Ed è subito un inti­mo ango­lo di par­adiso. Pros­eguen­do anco­ra arriverete al vil­lag­gio di pesca­tori di Órzo­la e alla famosa playa de La Can­tería, carat­ter­iz­za­ta da cor­ren­ti molto for­ti e per questo non è con­siglia­to fare il bag­no. Da Orzo­la partono i traghet­ti per La Gra­ciosa.

caleton blanco

Cala Famara

Se cer­cate la spi­ag­gia dei sur­fisti e delle onde, dovete andare a Cale­ta di Fama­ra. 5 km di spi­ag­gia, una sab­bia finis­si­ma. Lun­go la stra­da fur­gonci­ni pieni di sur­fisti inten­ti ad indos­sare la muta. Diver­si tipi di onde li aspet­tano. Anche io ho affit­ta­to una tavola, nel cen­tro, e ho prova­to a pren­dere qualche onda, con scar­so suc­ces­so e tan­ta fat­i­ca! Nel vostro viag­gio a Lan­zarote potete anche decidere di fare una vacanza/scuola di surf. Pro­prio a Fama­ra ne tro­verete diverse. Un pae­sag­gio vera­mente sug­ges­ti­vo. Così come lo è la stra­da per arrivare qui, dove incon­tr­erete anche un par­co eoli­co.

Surf a Famara
Famara

Il Centro di Lanzarote

La Geria

Sapete che Lan­zarote pro­duce un otti­mo vino? Già vino in un ter­reno lav­i­co. Una visi­ta nel­la zona a nord di Yaiza, famosa come “La Geria”, è una delle cose che non potete saltare nel vostro viag­gio a Lan­zarote. Non solo per provare le diverse vari­età di rosso, bian­co e rosato (famoso il Mal­va­sia). Ma per­ché la zona ded­i­ca­ta alla colti­vazione sem­bra una tela o forse un quadro di Bur­ri. Si una tela mater­i­ca. Ampie dis­tese brune di pietra lav­i­ca dis­eg­nate da rica­mi di vigneti verde semer­al­do. Vis­i­tate le diverse bode­gas, io con­siglio El Gri­fo con il suo Museo, e ammi­rate da vici­no i pic­coli vigneti, fat­ti di pic­coli cra­teri pro­tet­ti dai tipi­ci muret­ti.

La Geria Lanzarote
Bodega el Grifo

Teguise e il suo mercato

Teguise è sta­ta cap­i­tale di Lan­zarote pri­ma di Arrecife. E’ oggi famosa soprat­tut­to per il suo ampio mer­ca­to domeni­cale all’aper­to, divi­so per diverse tipolo­gie di prodot­ti. La parte ded­i­ca­ta al cibo e alle lec­cornie del­l’iso­la meri­ta sicu­ra­mente una bel­la passeg­gia­ta. Per il resto ho trova­to più inter­es­sante vis­itare la cit­tad­i­na e le sue casette. Il mer­ca­to a mio avvi­so è infat­ti abbas­tan­za tur­is­ti­co. Se vi capi­ta, fer­mat­e­vi a vedere uno dei pic­coli spet­ta­coli in piaz­za sot­to l’orolo­gio, dove vi ipno­tizzerete al roteare delle gonne tipiche delle bal­ler­ine del pos­to.

Mercato di Teguise

Casa-Museo del Campesino

A San Bar­tolomé, una grande scul­tura ded­i­ca­ta alla figu­ra del con­tadi­no, pos­ta al cen­tro del­la roton­da, antic­i­pa la Casa-Museo del Campesino. Ques­ta opera di Man­rique è un riconosci­men­to per chi vive in cam­pagna e con il pro­prio lavoro ha rida­to vita alla ter­ra.
La visi­ta offre uno spac­ca­to di architet­tura, agri­coltura, arti­giana­to e gas­trono­mia tradizionale, com­ple­ta­to dal Mon­u­men­to a la Fecun­di­dad.

Dalle 10 alle 7:45 (dalle 9 in estate)
Cos­to del bigli­et­to: 5 euro

monumento museo al campesino

Fundacion Cesar Manrique

La Fon­dazione César Man­rique è l’o­rig­i­nale dimo­ra costru­i­ta da César Man­rique dopo il suo ritorno da New York. Orig­i­nale per­ché costru­i­ta su cinque bolle vul­caniche nat­u­rali che comu­ni­cano tra loro attra­ver­so i tun­nel sca­v­ati nel­la lava. 3.000 metri qua­drati, all’interno di una pro­pri­età di 30.000. Qui l’ed­i­fi­cio si fonde alla natu­ra cir­costante in un con­tin­uo dial­o­go. L’arreda­men­to stile anni 60, la pisci­na e il gia­rdi­no di cac­tus rende la visi­ta impre­scindibile nel vostro viag­gio a Lan­zarote.

Dalle 10:00 alle 18:00
Cos­to del bigli­et­to: 8 euro (15 con la Casa ad Harìa)

Fondazione Cesar Manrique

Sud-Ovest

Las Montañas del Fuego — Parque Nacional de Timanfaya

Una passeg­gia­ta sul­la Luna. Ecco come descri­vere la visi­ta a Las Mon­tañas del Fuego nel Par­que Nacional de Timan­faya. Nate dopo le vio­lente eruzioni vul­caniche nel sud di Lan­zarote tra il 1730 e il 1736 sono di una bellez­za incred­i­bile. Pen­sate a tutte le sfu­ma­ture di ocra e rosso. Si può vis­itare il Par­co arrivan­do con la pro­pria auto e poi pros­eguen­do con dei bus lun­go la Ruta de los Vol­canes. Non è per­me­s­so girare soli a pie­di, a causa delle attiv­ità sot­ter­ra­nee.

Viaggio a Lanzarote

Boicot­tate asso­lu­ta­mente la gita sui cam­mel­li (Echadero de Camel­los), i drom­e­dari sono infat­ti mal­trat­tati e tenu­ti con una museruo­la. Straziante ved­er­li e dia­bol­i­co è chi lo sup­por­ta.

Cammelli con museruola

Dal pro­fon­do del­la ter­ra, spic­ca l’Iso­la di Hilario, cir­con­da­ta da un mare di lava di 200 chilometri qua­drati in cui giac­ciono 25 cra­teri dormi­en­ti. Qui Man­rique ha las­ci­a­to anco­ra il suo seg­no, costru­en­do il Ris­torante El Dia­blo, il cui forno a griglia uti­liz­za il calore del vul­cano.

Dalle 9:00 alle 16:45
Cos­to del bigli­et­to: 12 euro

El Golfo e il Charco de Los Clicos

L’im­mag­ine più famosa di Lan­zarote. Uno spet­ta­co­lo del­la natu­ra. Una lagu­na pro­tet­ta dal­la roc­cia vul­cani­ca, di un un verde bril­lante, derivante dal­l’in­con­tro tra l’ac­qua mari­na, la pietra lav­i­ca, gli organ­is­mi veg­e­tali e le alghe tipiche del­l’iso­la. Dal­l’al­tro lato una pic­co­la spi­ag­gia con delle bar­che­tte ada­giate. Una poe­sia. Questo pic­co­lo vil­lag­gio di pesca­tori meri­ta una sos­ta. Pran­zate o fer­mat­e­vi a cena al ris­torante Casa Rafa Restau­rante de Mar, uno dei migliori del­l’iso­la.

el golfo verde
el golfo spiaggia Lanzarote
el golfo villaggio

Los Hervidores

L’im­po­nen­za del­l’o­ceano incon­tra la lava e sca­va la roc­cia per dare vita ad una scogliera da cui vedere dei tra­mon­ti bel­lis­si­mi nel vostro viag­gio a Lan­zarote.

Salinas de Janubio

Pros­e­gui­te anco­ra lun­go la stra­da dopo Los Hervi­dores per ammi­rare nel ven­to, le ter­razze di sale. Un pos­to vera­mente incred­i­bile. Queste sono le uniche saline com­mer­ciali in cir­co­lazione sul­l’iso­la. Durante il peri­o­do di mas­si­mo splen­dore, le Saline pro­duce­vano cir­ca 10.000 ton­nel­late di sale mari­no all’an­no.
Viste dal­l’al­to sem­bra­no una tavoloz­za di un pit­tore, con tan­ti riquadri ognuno di un col­ore diver­so a sec­on­da del­la quan­tità di acqua pre­sente.

SUD

Il Sud è sicu­ra­mente la parte più get­to­na­ta e tur­is­ti­ca, insieme alla Cos­ta Teguise. Qui ci sono infat­ti tra le spi­agge più cer­cate e rino­mate, tra cui la famosa Playa de Papa­gayo, dicono tra le più belle del mon­do. Non mi sono mai piaciute le clas­si­fiche, in ogni caso si trat­ta sicu­ra­mente di una bel­lis­si­ma spi­ag­gia, ma a mio avvi­so non rap­p­re­sen­ta­ti­va del­la mia idea di Lan­zarote. Per arrivare qui si paga un pedag­gio di 3 euro che per­me­tte di entrare nel par­co nat­u­rale. In cima alla spi­ag­gia un modaio­lo ris­torante con prezzi non pro­prio allineati allo stan­dard del­l’iso­la.
Tra le spi­agge del par­co preferisco le ampie dis­tese del­la vic­i­na Playa Mujeres.
Sicu­ra­mente quel­lo che vale è il mer­av­iglioso panora­ma fat­to dalle mon­tagne del par­co. Cap­pelli­no e scarpe comode per fare delle belle passeg­giate.

Playa Papagayo Lanzarote
Playa Papa­gayo
Playa Mujeres Lanzarote
Playa Mujeres Lan­zarote
Playa Mujeres Lanzarote
Playa Mujeres Lan­zarote

Centro

Il cen­tro sono sin­cera non l’ho vis­i­ta­to qua­si per nul­la, pro­prio per il tipo di viag­gio che ho imposta­to quan­do ho deciso di vis­itare Lan­zarote. Ho fat­to una passeg­gia­ta ad Arrecife, e devo dire che pur essendo una cit­tà più grande è molto cari­na. Qui ho riti­ra­to infat­ti il pass che mi ha gen­til­mente ris­er­va­to l’Ente del Tur­is­mo di Lan­zarote per vis­itare le prin­ci­pali attrazioni. Sicu­ra­mente vale una visi­ta il MIAC – Museo di arte con­tem­po­ranea \ Castil­lo di San José e se non avete prob­le­mi di pres­sione il Museo Atlanti­co che nasconde l’in­stal­lazione del­lo scul­tore Jason de Caires Tay­lor. Da vedere tramite immer­sione sub­ac­quea.

Nel viag­gio ver­so il sud, mi sono fer­ma­ta però in una spi­ag­gia molto bel­la dai ciot­toli neri lucen­ti, Playa Que­ma­da.

Playa Quemada

Viaggio a Lanzarote: mare e spiagge, cosa sapere

  • Non tutte le spi­agge sono pro­tette e le cor­ren­ti pos­sono essere for­ti. Chiedete nel caso ai locali.
  • Sì è un’iso­la ven­tosa. Con­siglio di portare una pic­co­la ten­da, di quelle accettate nel bagaglio a mano. Ban­dana o fas­cia per le orec­chie e occhiali da sole.
  • La roc­cia lav­i­ca taglia, quin­di non andate solo con infra­di­to. Por­tat­e­vi delle scarpe da gin­nas­ti­ca per i trekking e delle scar­pette da mare, vi potreb­bero servire.
  • A Lan­zarote è molto prat­i­ca­to il natur­is­mo e il nud­is­mo. Quin­di se volete potete appen­dere il cos­tume al chio­do e farvi un bag­no mer­av­iglioso. No occhi indis­creti. Prova­to e garan­ti­to!

Vi ho con­vin­to ad orga­niz­zare un viag­gio a Lan­zarote? Spero di si e spero che abbi­ate trova­to utili le indi­cazioni su cosa vedere asso­lu­ta­mente. Per qual­si­asi altra curiosità o doman­da, o se ci siete già sta­ti e volete las­cia­re altri con­sigli, scriv­ete­mi pure nei com­men­ti. Sarò felice di rispon­dervi.


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