Sardegna on the road, tra mare e montagna, per la prima volta

Sardegna on the road

C’è sempre una prima volta nei viaggi e per me quest’anno è stata la prima volta della Sardegna on the road. Ma come, sei stata in Guatemala, in Patagonia, in Sri Lanka e non sei mai andata in Sardegna? Esattamente. Ed è stata una grande scoperta. Ma non per il mare cristallino, le spiagge “caraibiche”. Ho sempre detestato questo genere di paragoni, perché dobbiamo cercare i Caraibi nel Mediterraneo? Non credo esista un mare brutto in Sardegna, ma la Sardegna è molto di più.

Quello che mi ha sorpreso nel mio viaggio on the road in Sardegna è stato scoprire il suo ricco entroterra, custode di cultura e tradizioni. Sono state le montagne e i trekking nei canyon. Il gusto del Cannonau per brindare di fronte alle creste delle montagne di Dorgali e la sua vallata di vigneti. E poi il suo mare profondo, quello del Golfo di Orosei, quel mare che per arrivare devi faticare, oppure navigare. 

E’ stato un on the road in Sardegna tra montagna e mare, dove mi sono innamorata dei tramonti nella Penisola del Sinis (da questo lato potete vedere il sole perdersi nel mare) e della spiaggia di quarzo di Mari Ermi. Un viaggio in cui mi sono legata ad Ulassai, alla sua montagna e alla sua gente, come fu per l’artista Maria Lai. Sì perché la Sardegna è anche arte contemporanea, nata, cresciuta e indissolubilmente legata alla sua terra. Come le pietre sonore di Pinuccio Sciola e le opere di Costantino Nivola nel Museo a lui dedicato.

Nell’organizzare il mio viaggio in Sardegna on the road di due settimane, mi sono concentrata sulle zone est e ovest dell’isola, tagliando fuori le zone più modaiole o quelle più affollate in Agosto. Alla scoperta del vero volto dell’isola con la promessa di tornare fuori stagione.

Viaggio in Sardegna on the road – le tappe

Civitavecchia – Olbia – Punta Coda Cavallo – Dorgali (3 notti)
Dorgali – Baunei (3 notti)
Baunei – Arbatax – Cagliari (1 notte)
Cagliari – San Sperate – Dune di Piscinas – Costa Verde – Paulilatino (4 notti)
Paulilatino – Orani – Mamoiada – Orgosolo – Dorgali (3 notti)
Dorgali – Porto Torres – Civitavecchia

Sono partita in direzione Est da Olbia, facendo una tappa lungo la costa a Punta Coda Cavallo, per un tuffo veloce tra le rocce granitiche nel piccolo molo prima della spiaggia. Un tratto di mare straordinario al cospetto dell’imponente mole di Tavolara. Insieme a Molara e l’isolotto di Proratora costituisce un’area protetta di 15 mila ettari. Una tappa consigliata anche se siete diretti altrove, un primo impatto con la bellezza della natura di questa isola. Proseguendo lungo la meravigliosa costa in meno di due ore sono arrivata a Dorgali, la prima tappa del mio viaggio.

Punta Coda Cavallo
Punta Coda Cavallo

La Costa Est della Sardegna –  lungo il Golfo di Orosei da Dorgali a Baunei 

La costa orientale della Sardegna riassume a mio avviso la ricchezza naturalistica di questa isola. E’ qui che le coste del suo incredibile Golfo, il Golfo di Orosei si alternano a falesie a picco sul mare, dove basta attraversare la sua montagna per ritrovarsi tra canyon, vigneti, mufloni e asinelli. Gli amanti delle due ruote si divertiranno tra i tornanti del Supramonte, valicando Passo Genna Silana, dove si può anche avvistare l’aquila reale che nidifica sui picchi più alti. Per esplorare la zona e scegliere tra le moltissime escursioni a disposizione, ho scelto di pernottare tre notti a Dorgali e tre notti a Baunei.

Dorgali e dintorni

Dorgali è un piccolo paesino famoso per la lavorazione della filigrana sarda, è qui infatti che ho acquistato la mia tanto desiderata fede sarda. 

La zona è anche un’ottima base per esplorare l’interno e pianificare i diversi trekking da fare da soli o con escursioni guidate. 

Cosa proprio non dovete perdere a mio avviso è l’escursione al Gorropu, il canyon più spettacolare d’Europa, nonché uno dei più profondi. Vi sembrerà di trovarvi lontani dal mondo. Altre cose da fare e vedere: il trekking al villaggio nuragico di Tiscali, la sorgente carsica de su Gologone, o una gita in kayak sul Lago Cedrino.

In 15 minuti sarete a Cala Gonone, da dove poter esplorare la costa. Visitate Cala Fuili, la celebre caletta dove naufragano i meravigliosi Mariangela Melato e Giancarlo Giannini in “Travolti da un insolito destino nelll’azzurro mare d’agosto”. Da Cala Gonone si noleggiano la maggior parte dei gommoni per andare alla scoperta delle calette del Golfo, anche se io vi consiglio di noleggiarlo da Santa Maria Navarrese perché ho trovato prezzi più competitivi ed inoltre potrete vedere anche quel tratto di costa. 

Merita una visita anche Cala Cartoe, verso Orosei, anche solo per la bellezza del paesaggio e della strada da fare per arrivare.

Baunei e il Golfo di Orosei

Per arrivare a Baunei la seconda tappa del mio viaggio si percorre la SS125 che serpeggia tortuosa tra le cime montuose. Una strada panoramica che mi ha lasciato senza fiato. Nel cuore del Supramonte vedrete la gola del Gorropu dall’alto, fino ad arrivare a Passo Genna Silana, dove respirare un pò di aria fresca. Continuando verso Baunei la strada procede attraverso una profonda valle lungo il corso del fiume, dove al tramonto ho incontrato capre, mucche e maiali selvatici. 

A Baunei il tempo sembra essersi fermato. Un piccolo paesino di pastori, incastonato tra le montagne da dove esplorare il silenzioso Altopiano del Golgo. Baunei è la patria degli escursionisti, grazie ai vari percorsi di trekking che vanno dalla montagna al mare, e pareti verticali paradiso dell’arrampicata sportiva. Dal Golgo un canalone conduce al monumento naturale Pedra Longa, un pinnacolo aguzzo, alto 128 metri, che segna l’inizio del Selvaggio Blu, uno dei trekking più affascinanti del mondo, per escursionisti esperti.

Più di 40 chilometri, sulla costa centro-orientale Sardegna, nel golfo di Orosei. Il trekking dura da 4 a 7 giorni ed è per esperti. Puoi però prendere parte ad uno dei gruppi di escursioni organizzati da guide locali. A scoprire e ideare il Selvaggio Blu sono stati i due alpinisti italiani Mario Verin e l’amico Peppino Cicalò verso la fine degli Anni 80 quando, rimasti affascinati dalla bellezza incontaminata e selvaggia di questo tratto di costa, hanno legato in un percorso antichi tratti di sentieri dei pastori e delle loro greggi.

Cala Goloritzé e gita in gommone lungo il Golfo di Orosei

Da Baunei ho prenotato il posto (tramite l’app Hearth Sardinia) per il trekking a Cala Goloritzé, il più bello di tutta la Sardegna e tra le spiagge più belle di Italia 5 vele Legambiente. Imperdibile. 

Con soli 15 minuti di auto ho raggiunto Santa Maria Navarrese, una graziosa località balneare da dove osservare l’Isola dell’Ogliastra e affittare il gommone per esplorare la costa con le sue meravigliose cale, tra le più belle di tutta Italia. Ve ne parlerò meglio in un altro post. Perché non potete venire qui e non esplorare la costa in gommone.

In direzione della tappa per me fondamentale di questo viaggio in Sardegna on the road, ovvero Ulassai, ho fatto una sosta ad Arbatax e Bari Sardo per osservare il mare turchese fondersi nelle rocce rosse di granito. Sosta meritata.

Nel paese dei tacchi, Ulassai

Ulassai sorge nell’Ogliastra più interna, incastonato a quasi 800 metri d’altezza fra tacchi calcarei. Ulassai non è un posto da visitare ma da vivere. Gli appassionati d’arte non potranno perderla, perché questo è il paese natale di Maria Lai, che diede inizio all’arte relazionale nel 1981 grazie alla sua performance “Legarsi alla montagna”. Ulassai è anche la meta preferita per i climbers e i funamboli che sfidano i magici tacchi. Ulassai ve la racconterò in un articolo dedicato, perché poche righe non bastano.

Stazione dell’Arte

Per giungere nella parte ovest dell’isola, seconda meta del mio viaggio, ho percorso la costa fino a Cagliari per visitare, anche se per poche ore questa splendida città, con una sosta nella zona della costa di Villasimius. Sicuramente bella ma a onor del vero meno entusiasmante delle altre tappe del mio viaggio.

Sud della Sardegna

Cagliari e San Sperate

Anche se per poche ho visitato la città vecchia e il quartiere Castello con i suoi vicoli strettissimi e le sue case colorate. Sono salita sul Bastione “Saint Remy” o più semplicemente “Bastione” o in sardo “Su Bastioni” per ammirare l’incredibile vista sul mare e poi scendere fino alla sua Marina. Una lunga passeggiata che mi ha fatto apprezzare il capoluogo sardo. A pochi chilometri da Cagliari poi si trova il paese-museo di San Sperate.

San Sperate, paese di Pinuccio Sciola che nel rivoluzionario 1968, concepì il progetto di trasformare il paese in un laboratorio d’arte. E qui si sviluppo il moralismo, per questo oggi troverete centinaia di murales colorati che adornano le vie raccontando le tradizioni e la storia del posto. Ma quello che non dovete perdere è il Giardino Sonoro di Pinuccio Sciola

Sciola è infatti autore delle ‘pietre sonore’, sculture elastiche, che appunto possono essere suonate. Si avete capito bene la pietra che evoca suoni ancestrali. Potete visitare il giardino museo, dove vi accoglierà una breve introduzione e una piccola visita guidata che però vi permetterà di rimanere increduli di fronte all’elasticità della pietra. 

Verso la costa Ovest Spiaggia di Piscinas

Proseguendo il mio viaggio in Sardegna on the road verso la costa di Oristano, ho fatto una piccola deviazione verso le dune di Piscinas, nel territorio di Arbus. Fatela anche voi. Perché?

Piscinas è la “perla” della Costa Verde, sembrerà di trovarvi in un dipinto orientale, un paesaggio tra i colori giallo-ocra, che lascia senza fiato. La spiaggia è stata inserita tra le più belle del mondo da National Geographic. Una strada sterrata, che da Ingurtosu scende a mare, attraverso la valle de is Animas, vi condurrà qui. Attraverserete il borgo fantasma, sembrerà il Far West, e parte del parco geominerario della Sardegna, tra ex-villaggi di minatori, in posti incredibili, fino ad arrivare ad un mare ampio sferzato dal vento e contornato da delle dune incredibilmente altre dove passeggiare, ammirare il panorama e rotolarvi. Vere montagne di sabbia scolpite dal maestrale e unico deserto in Europa.

Veramente sono rimasta senza parole. 

Anche il paesaggio lungo la Costa Verde in direzione di Oristano vi incanterà, tra il verde della macchia e le scogliere che si tuffano nelle onde. Sicuramente meno gettonato dal turismo di massa.

La Costa Ovest della Sardegna

Di questa costa i social parlano raramente, molti turisti non saprebbero nemmeno individuarla sulla mappa. Ma nel mio viaggio in Sardegna on the Road, non poteva mancare. Eppure a Mari Ermi, Is Arutas, l’incantevole Penisola del Sinis e Capo Mannu, la natura regna con il massimo dei poteri. E spero con tutto il cuore che rimanga così, perché questo è un luogo che deve rimanere per quelli che sanno vedere questa bellezza e sanno rispettarla.

Le spiagge della costa di Oristano

Da Mari Ermi, Is Arutas a Maimoni, una spiaggia fatta di piccoli sassolini di quarzo, come fossero chicchi di riso, si tuffa in un mare celeste che sembra irreale. Attenzione a pulirvi bene i piedi dai sassolini prima di andare via, perché in Sardegna tutto deve restare, niente si porta via nel Continente. Cabras, il cui stagno i suoi trampolieri e i suoi Fenicotteri Rosa e il suo Museo Archeologico. E’ in questa costa della Sardegna che dovete mangiare pesce e assolutamente la bottarga di muggine. 

Il Sinis

La penisola del Sinis va assaporata al tramonto, fermandosi nelle sue spiagge per un tuffo, proseguendo fino al Faro. 
Qui sorge la mitica area di Tharros, città fondata dai Fenici intorno all’ottavo secolo avanti Cristo, e poco a largo la piccola Isola di Mal di Ventre e lo Scoglio del Catalano, che insieme alla Penisola del Sinis formano l’Area marina protetta Sinis­ Mal di Ventre.

E poi dovete visitare Capo Mannu la patria del Surf, dove troverete surfisti con i loro van in attesa delle onde giuste. Oppure fare un tuffo dall’arco di S’Archittu.

Non scordiamoci l’interno dove troverete la splendida Santu Lussurgiu, e Paulilatino, dove ho soggiornato, un paese di case di pietra da dove poter visitare e rimanere sbalorditi di fronte al sito nuragico di Santa Cristina. 

Allungatevi fino a Bosa, per vedere il quartiere storico di sa Costa, fatto di case variopinte che si inerpicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina. Passeggiate lungo il fiume da una parte all’altra della sponda, lungo le antiche concerie, fino ad arrivare al mare. Mangiate la fumante pizza al taglio di Giovanni, ma passate a prenotarla ad inizio giro, così non farete troppa fila.

Rettifica di viaggio in Sardegna on the road

Da qui il mio viaggio in Sardegna on the Road, nell’idea iniziale, avrebbe previsto un salto fino ad Alghero e all’Asinara, ma complice il mio innamoramento per il Golfo di Orosei e anche la mia intenzione di non andare tra la folla di turisti, ho deciso di visitare Bosa e ritornare lì dove il tutto era iniziato.

Attraversando il centro da Oristano a Nuoro, fermandomi a visitare il Museo Nivola, Mamoiada, nota in tutto il mondo per le sue maschere tradizionali – i Mamuthones e gli Issohadores e il museo delle Maschere, e un brevissimo passaggio ad Orgosolo.

Sono tornata per godermi gli ultimi giorni di questo viaggio inaspettato e la mia spiaggia deserta di ciottoli e occhiate, la Cala Ziu Martine e guardare il sole sparire dietro le montagna.

Ho lasciato la Sardegna con la promessa di tornare in questa isola nuovamente perché sono stata travolta da un insolito viaggio nell’azzurro mare d’agosto.

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