Ca’ di Dio, il nuovo luxury hotel dove vivere la venessentia

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Venezia è un privilegio per gli occhi di chi l’ha già amata e un dovere per chi ancora non la conosce. Necessità di scoperta per chi vuole immergersi nel suo lato più nascosto ed è disposto a farsi sorprendere e guidare dalla meraviglia dell’imprevisto. Perdersi nelle sue calli, lasciarsi guidare dai piedi, dagli occhi, dall’acqua che scorre vitale in tutta la città e nei nostri corpi. In questa atmosfera di intimità Venezia accoglie un nuovo luxury hotel nel sestiere Castello lungo la Riva degli Schiavoni. Dove il lusso non è solo nel design, interamente affidato alla creazione artistica di Patricia Urquiola, ma nel concept di ospitalità. Il Ca’ di Dio a Venezia è il luxury hotel di Venezia che racchiude la vera venessentia.

Tramonto dalla Suite Altana Ca' di Dio

Il Ca’ di Dio a Venezia, nuovo indirizzo dell’ospitalità di lusso

La storia del Ca’ di Dio

Le origini dell’edificio risalgono al 1200. Il Ca’ di Dio era un antico rifugio per pellegrini diretti in Terra santa e casa di riposo per donne in difficoltà. Nella lobby dell’hotel è possibile ancora ammirare elementi che richiamano la funzione originaria, l’oratorio di Santa Maria. Una grande e austera facciata con le sue 400 finestre. A pochi passi da Arsenale, nel “Contemporary Art District”, gode del fascino artistico e culturale della Biennale, una delle più prestigiose rassegne internazionali di Arte e Architettura. Dopo cinquecento anni dall’intervento di Jacopo Sansovino, l’edificio oggi è teatro di una rinascita firmata dall’architetto e interior designer di caratura internazionale Patricia Urquiola. Ed è proprio il suo genio che ha reso possibile un progetto che è un restauro sapiente, che non tradisce l’impianto planimetrico originario, ma lo interpreta e lo valorizza, gettando le basi per un nuovo corso.

La collezione VRetreats 

Il Ca’ di Dio è il quarto hotel della collezione VRetreats, di Alpitour World, l’atelier di dimore esclusive e di respiro internazionale con un forte legame con il territorio. Edifici storici, strutture pervase da arte e cultura. Percorsi unici integrati con lo spazio circostante con giardini, cortili, terrazze, chiostri. Un progetto che il brand VOIhotels ha iniziato con Roma e Taormina, rispettivamente con il Donna Camilli Savelli e L’Atlantis Bay e il Mazzarò Sea Palace. E che è proseguito proprio con il Ca’ di Dio, quando nel 2019 ha investito 25 milioni di euro per ridare luce all’edificio con un’attenzione alla sostenibilità.L’utilizzo dell’acqua della laguna per la climatizzazione servirà infatti a ridurre i consumi energetici del 20%, oltre a ridurre di circa 110t le emissioni di CO2 ogni anno. 

“Un racconto che accompagni i nostri ospiti alla scoperta del mondo e delle sue bellezze. Abbiamo grandi ambizioni per i prossimi anni: oggi offriamo 4 strutture esclusive in alcune delle più suggestive città italiane, ma l’obiettivo è arrivare a 12 nei prossimi tre anni. Stiamo valutando attentamente ogni acquisizione perché ciò che ci interessa è la personalità distintiva che deve caratterizzare ogni nostro hotel. Ancor prima degli ospiti, dobbiamo innamorarci noi del progetto: Ca’ di Dio è esattamente questo, una storia che ameranno vivere tutti.”

Paolo Terrinoni, Amministratore Delegato di VOIhotels

Il progetto di restyling di Patricia Urquiola

Il Ca’ di Dio è una gemma della nuova ospitalità di lusso a Venezia. Un hotel unico che lo differenzia da tutti gli altri. Perché il lusso non è fine a sé stesso. Non è un lusso sfacciato che vive del luogo e della posizione privilegiata. Non è il lusso legato alla Venezia stereotipata da cartolina. Il grandioso restyling ha donato all’hotel una forte e chiara identità, un grande carisma. Una celebrazione continua della bellezza, data da rigore e raffinatezza, dalla creazione di spazi dall’atmosfera unica, dall’accoglienza empatica. Per far sentire l’ospite come a casa, una vera casa veneziana. Per realizzare questo ambizioso progetto è stata chiamata Patricia Urquiola, architetto e interior designer di caratura internazionale.

Patricia Urquiola designer
Chi è Patricia Urquiola

Originaria di Oviedo, ha studiato architettura e design all’Universidad Politécnica de Madrid e ha completato i suoi studi al Politecnico di Milano dove si è laureata sotto la guida di Achille Castiglioni, di cui è stata assistente. Ha lavorato con Bettinelli e Magistretti. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro al Merito nelle Belle Arti del Governo Spagnolo e la Croce di Isabella la Cattolica. Disegna per le più importanti aziende italiane e internazionali come  Alessi, Boffi, Budri, Cassina, Driade, Flos, Kartell, Louis Vuitton, Molteni ecc. In ambito architettonico tra i principali progetti c’è il Mandarin Oriental Hotel a Barcellona, il Das Stue Hotel a Berlino, la spa del Four Seasons Hotel di Milano, Il Sereno Hotel a Como. Patricia Urquiola è Art Director di Cassina da Settembre 2015.

I progetti di Patricia Urquiola

Urquiola costruisce i suoi progetti pensando gli spazi e gli oggetti in relazione alle persone, stabilendo una connessione empatica con l’utente. Ana Dominguez Siemens, curatrice della mostra a lei dedicata al Madrid Design Festival, definisce l’approccio ai progetti e il metodo di lavoro della Urquiola “rizomatico”, tutti gli elementi coinvolti hanno la stessa importanza e si influenzano a vicenda orizzontalmente, senza imporre gerarchie. 

“Come progettista, lavoro sempre verso una poetica inclusiva, rendendo il committente parte attiva del progetto, così da dare un carattere unico a ogni hotel. La visione con VRetreats è stata fin da subito concorde sul risultato finale: Venezia doveva essere il nucleo da cui tutto avrebbe avuto origine. L’attenzione nella scelta dei materiali, l’importanza del genius loci sono elementi fondamentali per me. Abbiamo fatto un grande lavoro di ricerca per esaltare la personalità di Ca’ di Dio, senza stravolgerne il passato, ma reinterpretandolo in chiave contemporanea.” 

Patricia Urquiola
Il progetto di Urquiola al Ca’ di Dio

Un concept che unisce attualità e tradizione dell’abitare in ogni angolo dell’edificio. Molti degli elementi architettonici e d’arredo originari sono stati recuperati e mantenuti. A partire dall’entrata che non ha nessuna insegna, solo la grande facciata, ridipinta con una delicata tonalità di grigio. Di fronte un panorama romantico: la laguna e l’isola di San Giorgio. Una grande porta centrale conduce alla lobby, vero cuore dell’hotel, che diventa racconto del grande lavoro sul design e sulla ricerca dei materiali, che pervade ogni angolo dell’edificio. Nella lobby si accede dalla porta sulla facciata principale o dal magico attracco laterale, dove arrivare con un taxi boat. Il progetto è un’ode d’amore a Venezia e alla sua storia.

Isola di San Giorgio
Ca' di Dio facciata

Si riesce a respirare la città attraverso i dettagli che celebrano i materiali, le cromie tattili e le suggestioni di una città che vive sull’acqua. E proprio il concetto di riflesso, insieme a quello dell’acqua, diventa grande tema progettuale. La palette è delicata e tenue, le gradazioni e le trasparenze leggere, soffuse, richiamano i riflessi della laguna nelle diverse ore del giorno. Come a ricreare, internamente, il percorso cromatico delle sue calli. Così gli azzurri freddi, il verde bottiglia che degrada nel grigio, si mescolano alle tinte più calde dei mattoni e delle terrecotte, il pesca sfuma nel rosa cipria. Linee morbide e sinuose caratterizzano gli arredi. L’atmosfera è rilassata, sofisticata e vellutata.

I materiali, l’incontro tra il moderno e le maestranze locali

E’ nella scelta dei materiali che si risolve il concept alla base del progetto, ovvero l’idea di mettere insieme le due anime di Venezia: quella delle calli nascoste fatte di vecchi mattoni e quella dei palazzi nobiliari di marmi e decori, guardando però al presente e alla modernità. Vetro, legno, ferro battuto, pietra e marmi. Al piano terra il travertino iraniano e la pietra d’orcia. I pavimenti alla veneziana, le finiture satinate, tonalità opache e malte spatolate. Le porte della lobby, realizzate con la tecnica di termoformatura, “imprimendo nella sabbia i vecchi rulli in vetro utilizzati per le vetrate piombate delle tradizionali vetrate veneziane”. Il vetro di Murano, prodotto dai maestri vetrai nella storica LP Murano Glass Factory, è assoluto protagonista. Dall’incredibile lampadario nella lobby, alle eleganti applique e piantane realizzate “a bocca” a Murano, sempre su design di Urquiola e soffiate dai maestri dell’arte vetraia.

Lobby Ca' di Dio

Gli ambienti del Ca’ di Dio

Il progetto di restyling ha mantenuto e valorizzato gli spazi esistenti, ricreando l’idea di una grande dimora veneziana. Le grandi vetrate che corrono lungo i corridoi, nel ristorante, nelle stanze, nella lobby, sono un ponte di congiunzione con l’esterno, tra la dimensione pubblica e privata. I grandi corridoi diventano vere e proprie promenade da percorerre scorgendo l’esterno, il mare, la laguna e i giardini, e l’interno, raggiungendo le stanze fino a conquistare le altane sul tetto. Particolare attenzione è stata dedicata agli spazi comuni, luoghi dove le persone si incontrano e nascono relazioni. Tre corti adibite a giardini, vere oasi di pace, dove rifugiarsi dalla vita movimentata tra monumenti e turisti. Gli ambienti sono intimi e avvolgenti. Ogni spazio presenta una ricercatezza materica ed è un viaggio di scoperta di suoni, odori e sapori.

Ca' di Dio
Gli ambienti comuni, dalla socialità al relax
La lobby

Dove in principio sorgeva una chiesa, trova oggi dimora un salotto contemporaneo, elegante e aperto alla socialità. E’ il cuore dell’hotel, il primo incontro con l’ospitalità del Ca’ di Dio. E’ qui che si sbrigano le procedure del check-in, seduti su un comodo sofà pastello. Il personale, sorridente e smart, con un comodo e veloce laptop, è pronto ad introdurre l’ospite al viaggio nella Venezia del Ca’ di Dio. Lascia senza fiato la prima visita alla lobby. Dal soffitto a doppia altezza, 14.000 cristalli in vetro di Murano danno vita alle tre vele del prezioso lampadario, che scende leggiadro sulle curve sinuose dei sofà. Sul grande tavolo, riviste di arte, volumi fotografici e dedicati al design, con protagonista Venezia. Il mutare della luce durante le diverse ore del giorno, regala colori e sapori sempre diversi, gli stessi riflessi cangianti che illuminano la laguna.

Ca' di Dio
Ca' di Dio
La Sala lettura

La poetica del Ca’ di Dio prosegue poi nella Sala Lettura, ambiente fascinoso dove poter godere di una piacevole lettura, prendere un tè osservando la vita che scorre lungo la Riva degli Schiavoni, o dedicarsi allo smart working.

I ristoranti

L’ambientazione del ristorante Vero è narrativa pura. Il soffitto di pesci e ortaggi della laguna, carta da parati realizzata ad hoc da Jannelli&Volpi sul disegno onirico di Patricia Urquiola, i bicchieri di vetro di Murano, le friulane indossate dal personale di sala. Anche nella cucina, connubio di tradizione e innovazione, grazie allo chef Raimondo Squeo. I menù sono elaborati rispettando la stagionalità delle materie prime, offerte dall’orto privato della corte interna. Anche la colazione, servita nella sala interna sulla corte, è un piccolo viaggio “suggerito”. Tre composizioni di menù consigliati per il buffet e un servizio alla carta. Prodotti dolci e salati preparati magistralmente. Per uno snack più leggero ma pieno di gusto, c’è invece il ristorante Essentia.

L’Alchimia Bar

Infine il bar, nel cui nome c’è la promessa di un’esperienza sensoriale infusa nei suoi cocktail. Dai grandi classici agli speciali dedicati a Venezia. Fumo di legno d’arancio che richiama la fitta e fascinosa nebbia invernale, il gin Ca’ di Dio, a base di sale estratto dalla laguna.

Ca' di Dio
Le camere

Sui lunghi corridoi dal rigore monacale si dispiegano le 66 stanze, tutte diverse ma unite nella loro struttura di celle, antichi alloggi riservati ai pellegrini in viaggio. 57 Suite e 9 Deluxe. Nelle stanze, boiserie tessili e cornici in legno “progettate per donare continuità e rilevanza alla vista sulla città”, ai piedi del letto un pouf bordeaux dal tessuto veneziano, pareti specchianti nelle stanze. Mobili disegnati da Patricia Urquiola e realizzati ad hoc da Molteni&C, altri realizzati su disegno da maestranze locali. Un salottino, con guardaroba a scomparsa, l’illuminazione sapientemente studiata, il bagno raffinato con i marmi rosa e la lampada di Murano.

Ca' di Dio
tessuto veneziano Ca' di Dio
Ca' di Dio
Marmo rosa Ca' di Dio
La Suite Altana

Ma è la Suite Altana, all’ultimo piano, a rubare l’anima. Un vero scrigno nel palazzo. Quando si percorre la scala interna, che conduce appunto all’altana, tipica terrazza “veneziana” a forma di torretta, non si può immaginare lo spettacolo che si aprirà davanti ai propri occhi. San Marco da un lato, l’isola di San Giorgio di fronte. I bagliori della laguna, il suono delle campane, i gabbiani che volteggiano nel cielo. Un tramonto su Venezia che sfama gli occhi e il cuore, un tramonto vissuto nell’intimità della propria dimora.

Ca' di Dio
Tramonto dal Ca' di Dio Venezia
Ca' di Dio
SPA Pura City Spa

Il Ca’ di Dio ospita la SPA Pura City, dedicata a clienti dell’hotel ed esterni, immersa in un’atmosfera unica e rilassante con bagno turco, sauna e percorso Kneipp. Un luogo dove l’acqua diventa preziosa alleata per rigenerare la mente e il corpo. I trattamenti proposti sono del marchio di alta profumeria The Merchant of Venice, che propone agli ospiti una vera e propria esperienza dei sensi per immergersi totalmente nell’antica e affascinate arte della profumeria veneziana.

Ca’ di Dio, una grande esperienza di soggiorno

Da un hotel a 5 stelle ci si aspetta certamente un livello di servizi esclusivo, ma il Ca’ di Dio si spinge oltre, aprendo la strada ad un nuovo modo di “ospitare” che costituirà il vero valore aggiunto e ricerca nel futuro. Si fa custode della ‘venessentia”, raccontando una città sospesa tra la storia e il presente, ma senza nessuna traccia di malinconia, solo condivisione di bellezza. Christophe Mercier, alla guida del Ca’ di Dio, racconta come sia necessario oggi proporre qualcosa di nuovo che non sia scontato, non si può pensare di raccontare ancora la Venezia blasonata delle cartoline o la Venezia degli alberghi di lusso di massa. Il nuovo vero lusso deve orientarsi all’autenticità, alla scoperta, ai segreti di Venezia. La venezianità non va esibita ma trasmessa, attraverso l’esperienze. 

“Ca’ di Dio è un’esperienza da vivere. I nostri ospiti potranno toccare con mano il fascino di questa dimora senza tempo. Il luminoso travertino nelle sale comuni, gli affreschi perfettamente conservati, i dettagli in vetro di Murano e la pietra d’Istria che avvolge le architetture non sono semplici particolari, ma vere e proprie emozioni.”

Christophe Mercier – General Manager

Le guest experience al Ca’ di Dio

Attenzione per il cliente e gesti di accoglienza, domestica e sfarzosa, come in una tipica dimora veneziana, e discreta ed intima allo stesso tempo. Esperienze private cucite in modo sartoriale sui clienti, grazie ai Guest Experience Specialist dedicati. Proposte di itinerari alternativi, per scoprire luoghi sconosciuti. Alla scoperta del sestiere Castello, tra l’arte dell’Arsenale, i giardini, le chiese non aperte al pubblico, il vigneto più antico di Venezia. Un’esperienza slow a stretto contatto con la natura, tra il borgo di Lio Piccolo e la bellezza naturalistica della laguna. Un tour in barca lungo il Canal San Felice insieme ad un esperto botanico, una prova di voga o una cooking class.

Il lusso è fuori dall’ordinario

Il Ca’ di Dio vivrà così il suo legame con il quartiere, vivrà del fermento degli eventi artistici, della Biennale, ospitando a sua volta artisti e progetti speciali, si trasformerà in un salotto culturale. Perché il vero lusso è nella condivisione, nel guardare alla progettualità con occhi nuovi, nel prendere strade nuove, nel ridisegnare esperienze ed approcci. Sfruttare l’esperienza e la passione per offrire il non ordinario.


Articolo realizzato in collaborazione con Ca’ di Dio. Se questo hotel vi ha fatto innamorare e siete interessati ad esperienze in design e boutique hotel in altre città di Italia, potreste essere interessati ad un soggiorno al Vico Milano o al DUPARC Contemporary Suites a Torino. Tra arte e cultura del living, modernariato e slow life. Per un nuovo tipo di lusso.

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