10 cose da vedere a Napoli per innamorarsi

10 cose da vedere a Napoli

Napoli non è una cit­tà comune, Napoli è una di quelle cit­tà che ti rapisce o ti infas­tidisce. Non si può restare indif­fer­en­ti, per­ché è piena, piena di vita, piena di con­trasti, piena di col­ore ed ener­gia. E c’è tan­to da vedere e tan­to da vivere. Qui ho rac­colto 10 cose da vedere e fare a Napoli per innamorarsene, che poi io in realtà di Napoli mi innamoro ogni vol­ta.

Scri­vere di Napoli è una grande respon­s­abil­ità, tante sono le cose che colpis­cono di ques­ta cit­tà. E’ già dif­fi­cile rispon­dere alla doman­da “qual è la piz­za più buona di Napoli?”, fig­uri­amo­ci quale museo vis­itare asso­lu­ta­mente in un week­end, o qual è la vista più bel­la del Gol­fo e del Vesu­vio.

Tra le tante citazioni, dichiarazioni d’amore e rac­con­ti su Napoli, mi piace tan­tis­si­mo una frase det­ta da Erri De Luca in rispos­ta ad un arti­co­lo sul­la clas­si­fi­ca delle cit­tà più vivi­bili in Italia:

Per con­siglio, nelle prossime sta­tis­tiche elim­i­nate Napoli, è trop­po fuori scala, esager­a­ta, per poter­la mis­urare

Erri De Luca

E su questo vor­rei aprire una pic­co­la par­ente­si, per­ché di Napoli e dei napo­le­tani spes­so si par­la per luoghi comu­ni e la si cita soprat­tut­to per le crit­ic­ità, per la crim­i­nal­ità e la sicurez­za.

Napoli è una cit­tà sen­za dub­bio com­p­lessa, che ha avu­to e ha tan­ti prob­le­mi, ma il lavoro fat­to negli anni è notev­ole, e vi invi­to a vis­i­tar­la sen­za tim­o­ri, sco­pren­do luoghi anche un pò diver­si dai soli­ti itin­er­ari tur­is­ti­ci. Vi invi­to a par­lare con le per­sone, a notare i sor­risi e i salu­ti che ricev­erete.

LE 10 COSE DA VEDERE A NAPOLI

IL GOLFO DI NAPOLI

Napoli ha una cosa preziosa, il suo gol­fo, il suo mare che dona alla cit­tà la sua ener­gia e la sua propen­sione all’accoglienza. Avere il mare in cit­tà è un priv­i­le­gio, e fare una passeg­gia­ta sul lun­go mare per­me­tte di res­pi­rare un pò dell’animo stes­so del­la cit­tà.

Quin­di par­tite dal mare, passeg­giate in direzione di Cas­tel del­l’O­vo, adden­trat­e­vi nel suo Bor­go Mari­naro. Sal­en­do fino alla vet­ta del castel­lo potrete ammi­rare delle vedute sul gol­fo incred­i­bili, con il Vesu­vio che impo­nente vi ruberà molti scat­ti.

CASTEL dell'ovo
vista da castel dell'ovo - 1 (1)

Da lun­go­mare Carac­ci­o­lo pros­e­gui­te con lentez­za ver­so Mergel­li­na, che tra pesca­tori, reti da pesca, barche vi tufferà nel­la Napoli più vera. Ammi­rate la col­li­na di Pos­silipo ai vostri pie­di e decidete se pros­eguire ver­so Capo Posil­lipo.

POSILLIPO, perché è tra le 10 cose da vedere a Napoli

Posil­lipo vuol dire “tregua dagli affan­ni”, deri­va infat­ti da due ter­mi­ni di orig­ine gre­ca: “pause” e “lypon”, che vogliono dire appun­to ces­sazione dei dolori.

E in effet­ti la bellez­za di questo pos­to vi farà dimen­ti­care per un pò dei vostri pen­sieri che affiderete al mare.

Sarà la magia del­la leggen­da del gio­vane Posil­lipo che, innamora­to in modo non cor­rispos­to di Nisi­da, decide di toglier­si la vita get­tan­dosi in mare. Ma il gio­vane viene trasfor­ma­to in un promon­to­rio e Nisi­da nel­lo “scoglio” che si tro­va pro­prio di fronte al promon­to­rio.

Posil­lipo ha il fas­ci­no deca­dente dei suoi palazzi, pri­mo fra tut­ti Palaz­zo Donn’Anna. Le orig­i­ni del palaz­zo risal­go­no alla fine degli anni trenta del 1600, quan­do venne costru­ito per volon­tà di don­na Anna Carafa, con­sorte del viceré duca di Med­i­na de las Tor­res. Il Palaz­zo non fu però ter­mi­na­to ed ha oggi il fas­ci­no di un’antica rov­ina imm­er­sa nel mare.

Palazzo Donn'Anna Napoli

CASTEL SANTELMO, VOMERO, CHIAIA

Vedere Napoli dall’alto per poi immerg­er­si nei suoi diver­si e carat­ter­is­ti­ci quartieri è un buon modo per avere uno sguar­do di insieme sul­la cit­tà.

Una delle viste più belle la offre il suo Castel­lo, Cas­tel Sant’Elmo, un’imponente strut­tura a pianta stel­lare con sei punte, dove potrete riconoscere e capire per­ché si chia­ma così la famosa via Spac­canapoli.

Castel Sant'Elmo Napoli tra le 10 cose da vedere a Napoli

Cas­tel Sant’Elmo si tro­va sul­la col­li­na del Vomero, quartiere raf­fi­na­to di Napoli dove pot­er ammi­rare molti palazzi Lib­er­ty.

Piaz­za Van­vitel­li, via Soli­me­na, via Luca Gior­dano, via Cimarosa, via Pal­izzi e piaz­za Fuga, il quadri­latero dove poterne vedere di più. Dalle ville di Adol­fo e Gino Ave­na, Michele Pla­ta­nia, Stanis­lao Sor­renti­no. Con­siglia­to asso­lu­ta­mente al tra­mon­to per ammi­rare il panora­ma e la luce tin­gere di rosa i palazzi. Fer­mat­e­vi in uno dei suoli locali, come la Fonote­ca stori­co negozio di dis­chi dove pot­er pren­dere un aper­i­ti­vo. 

Dal Vomero potete scen­dere e cenare nel­la zona vivace di Chi­a­ia. Fate un salto veloce a Palaz­zo Man­na­juo­lo e chiedete al portiere di pot­er vedere la sua scala ellis­soidale. Asso­lu­ta­mente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

palazzo Mannjuolo Napoli

Poi fer­mat­e­vi a cena da Ris­torante Umber­to in Via Alabardieri 30, dove potrete man­gia­re una buonis­si­ma piz­za o assag­gia­re uno dei suoi piat­ti, tut­ti cuci­nati con prodot­ti Slow Food.

Come arrivare al Castello dal centro 

Funi­co­lare Cen­trale di Napoli, Piazzetta Duca D’Aos­ta, 80132 Napoli NA (Fer­ma­ta Piaz­za Fuga).
La stazione a monte di Piaz­za Fuga è col­le­ga­ta, tramite una gal­le­ria sot­ter­ranea dota­ta di mar­ci­apie­di mobili, alla stazione Van­vitel­li del­la lin­ea 1 del­la met­ro­pol­i­tana ed alla funi­co­lare di Chi­a­ia.

Ingres­so: 5,00 €; Mart­edì 2,50 €; Riduzione 2,00 € 
Giorni e orario aper­tu­ra:
Castel­lo:
Lunedì-Domeni­ca 8.30–19.30;
Museo:
Mer­coledì-Lunedì 9.30–17.00 Chiusura set­ti­manale: Mart­edì (solo Museo); Orario bigli­et­te­ria:
Castel­lo 8.30–18.30, Museo 9.30–16.15;
Preno­tazione: Nes­suna

I QUARTIERI SPAGNOLI

Per immerg­er­si nel fol­clore e nel­la vivac­ità di Napoli occorre inoltrar­si nei quartieri spag­no­li. Impos­si­bile non inserir­li nelle 10 cose da vedere a Napoli.

Par­tendo dal­la famosa Piaz­za del Plebisc­i­to con il suo stori­co caf­fè Gam­bri­nus, dirig­ite­vi ver­so Piaz­za Tri­este e Tren­to e da qui risalite via Tole­do, il cor­so più impor­tante di Napoli, ver­so Piaz­za Dante.
Sul­la sin­is­tra si svilup­pano in un deda­lo di viuzze i famosi Quartieri Spag­no­li. Se un tem­po era proibito entrare, oggi potete girare tran­quil­la­mente, per ass­apo­rare un pò di vera Napoli.

Tra pan­ni ste­si, cor­tili di palazzi mag­nifi­ci e var­i­opin­ti bassi (‘o Vas­cio) perder­si sarà facile. Vi ritro­verete tra mer­cati, ban­car­elle di frut­ta e ver­du­ra, banchi di pesce. L’aroma del caf­fè e del ragù, insieme alla musi­ca vi rapi­ran­no. La nasci­ta dei Quartieri è lega­ta al peri­o­do di dom­i­nazione spag­no­la a Napoli, quan­do la zona del­la cit­tà fu des­ti­na­ta a dare sis­temazione ai tan­ti mil­i­tari che vive­vano qui.

I murales dei quartieri spagnoli

Tra le vie dei quartieri ci sono molti murales, dal famoso Maradona, in via Emanuele De Deo, al vico­lo rib­at­tez­za­to vico­lo Totò (via Por­tacar­rese a Mon­te­cal­vario), un museo all’aper­to dove numerosi artisti han­no las­ci­a­to opere ded­i­cate a Totò e agli altri gran­di artisti napo­le­tani. Tro­verete anche una fin­ta tipografia ‘Lo Tur­co’ come quel­la del cele­bre film ‘La ban­da degli onesti’.

O anco­ra quel­li di Cyop&Kaf, con il loto prog­et­to “Quore spina­to”, volto a riva­l­utare il quartiere pro­prio attra­ver­so i graf­fi­ti: ne han­no real­iz­za­ti 223 in 3 anni

FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli onlus

Nel­la lista delle 10 cose da vedere a Napoli, ho volu­to inserire qual­cosa fuori dai cir­cuiti tur­is­ti­ci, a Mon­te­cal­vario, vici­no al vico­lo Totò, fate un salto da FOQUS – Fon­dazione Quartieri Spag­no­li onlus, un prog­et­to di Rigen­er­azione Urbana pro­mosso e real­iz­za­to da imp­rese e pri­vati, inizia­to nel 2013.

Un prog­et­to che ha trasfor­ma­to l’ex Isti­tu­to Mon­te­cal­vario, con i suoi 10.000 mq, in un luo­go che pro­muove nuove imp­rese e auto-impren­di­to­ri­al­ità, nuo­va occu­pazione e for­mazione per il quartiere con un focus ded­i­ca­to ai ragazzi.

Focus ospi­ta una comu­nità atti­va di scuole, imp­rese sociali, coop­er­a­tive, enti e per­sone, che qui lavo­ra­no e col­lab­o­ra­no pro­muoven­do pro­ces­si di mobil­ità sociale, svilup­po, trasfor­mazione, attra­ver­so servizi e attiv­ità di edu­cazione, for­mazione, cura del­la per­sona e pro­fes­sion­al­iz­zazione in un’area social­mente frag­ile del­la cit­tà. Foqus sper­i­men­ta un nuo­vo mod­el­lo di wel­fare e econo­mia, pro­muoven­do e val­oriz­zan­do le risorse sociali, i luoghi, le per­sone, coin­vol­gen­doli in pro­gram­mi social­mente inclu­sivi

Il prog­et­to è real­iz­za­to intera­mente su inizia­ti­va e con risorse pri­vate. E soprat­tut­to gra­zie al sosteg­no di DPDB, Fer­rarelle, Fon­dazione Con il Sud, imp­rese pri­vate, fon­dazioni e cit­ta­di­ni.

Dove mangiare nei Quartieri Spagnoli a Napoli

Ovvi­a­mente nei quartieri spag­no­li non potete non man­gia­re in qualche tipi­ca trat­to­ria o pizze­ria. Asso­lu­ta­mente con­sigliati il Gob­et­to (una ver­ace trat­to­ria famigliare dove ass­apo­rare i gran­di clas­si­ci del­la cuci­na napo­le­tana. Con­siglia­to anche dal­la Gui­da Miche­lin) e la pizze­ria da Bran­di, dove è nata la piz­za margheri­ta.

SPACCANAPOLI E FORCELLA tra le 10 cose da vedere a Napoli

Spaccanapoli

Per vedere una Napoli sen­za veli, pros­e­gui­te per Spac­canapoli, la stra­da che dai Quartieri Spag­no­li giunge al quartiere di For­cel­la, taglian­do la cit­tà in una lin­ea ret­ta vis­i­bile dall’alto. In ques­ta lun­ga e stret­ta via si trovano tra le prin­ci­pali bellezze architet­toniche, tesori nascosti, cuop­pi e pizze fritte al portafoglio.

La bel­lis­si­ma Piaz­za e Chiesa del Gesù Nuo­vo, con la sua fac­cia­ta di bug­na­to, avvol­ta nel mis­tero di sim­boli eso­teri­ci. Dopo 5 anni di stu­di, lo stori­co del­l’arte Vin­cen­zo de Pasquale, insieme al gesui­ta Csar Dors e al musi­col­o­go Lòrànt Réz han­no sve­la­to il mis­tero.

piazza del gesù napoli - 1

I sim­boli incisi sul­la fac­cia­ta del­la chiesa sono i 7 sim­boli dell’alfabeto ara­maico, usati per rap­p­re­sentare 7 note musi­cali dis­poste su un pen­ta­gram­ma di piper­no. Le let­tere se lette in sequen­za da destra a sin­is­tra e dal bas­so ver­so l’altro pos­sono essere tradotte in note e suonate: una melo­dia di qua­si tre quar­ti d’ora.

Poco più avan­ti tro­verete i Chiostri del Monas­tero di San­ta Chiara, con le maioliche blu e gialle che si fon­dono con l’ambiente cir­costante. Una vera oasi di pace nel­la chi­as­sosa Spac­canapoli

Man­giate una sfogli­atel­la da Scatur­chio nel­la bel­la Piaz­za San Domeni­co Mag­giore o una buona piz­za da Gino Sor­bil­lo. Dirigete­vi ver­so San Gre­go­rio Armeno dove pot­er ammi­rare gli arti­giani dei pre­sepi e pot­er com­prare qualche corno da regalare. 

Pizzeria Gino Sorbillo 10 cose da fare a Napoli

Forcella

Pros­eguen­do ver­so via Duo­mo arriverete nel cuore di For­cel­la, il ven­tre di Napoli. Il suo nome deri­va dal  biv­io a for­ma di Y che ricor­da le forme di una For­cel­la. Nato come quartiere per ospitare gli ebrei, fu sman­tel­la­to durante la dom­i­nazione spag­no­la e abi­ta­to dal­la “Napoli bene”, vis­sero qui gli Orsi­ni, i Carac­ci­o­lo e la stes­sa regi­na Gio­van­na.

A For­cel­la ci sono la stor­i­ca Anti­ca pizze­ria da Michele, la pizze­ria Tri­anon da Ciro, di fronte all’omonimo teatro il cui pal­co è sta­to cav­al­ca­to dai per­son­ag­gi più famosi del­lo scor­so sec­o­lo: Totò, De Fil­ip­po, Scar­pet­ta.

I murales a Forcella

Pro­prio in prossim­ità di via Duo­mo passeg­gian­do tro­verete anche il famoso murales ded­i­ca­to a San Gen­naro, del­lo street artist più famoso di Napoli. I murales di Jorit sono in varie zone del­la cit­tà e sono sicu­ra­mente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

San­tifi­co le per­sone del popo­lo come Car­avag­gio. Forse sem­bra blas­femo ma scel­go gente comune per dare il volto a San­ti e Madonne, per­sone che conosco e mi han­no col­pi­to. Il San Gen­naro ritrat­to sul muro di For­cel­la è un mio ami­co, un operaio napo­le­tano di 35 anni”.

La street art non bas­ta a riqual­i­fi­care le cit­tà ma con­sente di creare tour d’arte e può miglio­rare l’aspetto di alcune zone dan­do nuo­vo col­ore al quartiere e ai suoi cit­ta­di­ni. E mag­a­ri passeg­gian­do incon­tr­erete qualche artista all’opera. Io ho incon­tra­to Zed1 nei quartieri spag­no­li men­tre real­iz­za­va “A cun­zeg­na”.

CRISTO VELATO

Te lo pos­sono descri­vere, puoi vedere le sue immag­i­ni sul web, ma se non l’hai mai vis­to dal vivo non puoi capire di cosa si trat­ta. Nel­la lista delle 10 cose da vedere a Napoli è impens­abile non inserire la Cap­pel­la San Severo e il Cristo Vela­to.

Vedere il Cristo Vela­to a Napoli direi che è qua­si nec­es­sario. Se non volete perdere tem­po in lunghe file, o rischiare di non trovare bigli­et­ti, preno­tate per tem­po la vos­tra visi­ta.

Cristo Velato tra le 10 cose da vedere a Napoli

Real­iz­za­to nel 1753 da Giuseppe San­marti­no, rap­p­re­sen­ta la figu­ra di Cristo ada­gia­to sot­to un velo. La leggen­da nar­ra che il velo sia frut­to di un proces­so alchemi­co di “mar­moriz­zazione” com­pi­u­to dal principe di San­severo, Rai­mon­do di San­gro.

In realtà, il Cristo vela­to è un’opera intera­mente in mar­mo, rica­va­ta da un uni­co bloc­co di pietra. E’ impres­sio­n­ante l’empatia che i det­tagli del­la scul­tura, le espres­sioni, le pieghe del velo, i lin­ea­men­ti del viso e del cor­po riescono a creare.

Bigli­et­to ordi­nario: € 8,00 Chiu­so il mart­edì
Orari: tut­ti i giorni 9:00 — 19:00 Saba­to: 9:00 — 20:30 (da mag­gio a dicem­bre 2019)
Ulti­mo ingres­so con­sen­ti­to 30 min. pri­ma del­la chiusura
https://www.museosansevero.it/cappella-sansevero/

VISITARE LA STAZIONE DELLA METRO

In quante cit­tà la metro rap­p­re­sen­ta un luo­go da vis­itare? Tra le 10 cose da vedere a Napoli la metro ded­i­ca un capi­to a parte!

La metro di Napoli è tra le più belle del mon­do, gra­zie al prog­et­to artis­ti­co di cui è sta­ta pro­tag­o­nista, uno dei più inter­es­san­ti esper­i­men­ti ital­iani di inser­i­men­to per­ma­nente di opere d’arte con­tem­po­ranea in un con­testo urbano.

Un modo per portare l’arte fuori dai musei e di avvic­inare un nuo­vo pub­bli­co, che diven­ta spet­ta­tore nel suo per­cor­so quo­tid­i­ano.

Pistoletto Metro di NApoli - 1

Una delle stazioni più belle è sicu­ra­mente quel­la di Tole­do, tan­to bel­la da vin­cere il pre­mio di stazione più bel­la d’Europa. Dai mosaici di Ken­tridge all’ingresso, che raf­fig­u­ra­no una pro­ces­sione di fig­ure e ogget­ti che richia­mano la cit­tà, pas­si­amo al Crater de luz, un grande cono che attra­ver­sa in pro­fon­dità tut­ti i liv­el­li del­la stazione, con la spet­ta­co­lare hall che si tro­va 40 metri più in bas­so, sot­to al liv­el­lo del mare.

La stazione è illu­mi­na­ta dall’opera di Robert Wil­son Rel­a­tive light”: migli­a­ia di LED pro­gram­mati sul­la gam­ma cro­mat­i­ca degli azzur­ri cre­ano sug­ges­tive e vari­abili armonie lumi­nose. E ricor­dano le incres­pa­ture del mare. 

La mag­gior parte delle fer­mate sono sul­la Lin­ea 1 : Museo – Dante – Sal­va­tor Rosa – Mater­dei – Cilea/Quattro Gior­nate – Van­vitel­li – Rione Alto a cui si sono di recente aggiunte Uni­ver­sità, Tole­do, Garibal­di e Munici­pio. Il prog­et­to si è este­so anche alla Lin­ea 6 con le seguen­ti stazioni: Lala – Mergel­li­na – Augus­to – Mostra. 

RIONE SANITA

Il Rione San­ità è un tuffo nel cuore di Napoli, tra la sua gente e la sua voglia di rinasci­ta, asso­lu­ta­mente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

Quan­do pen­so al Rione San­ità pen­so a La Paran­za dei bam­bi­ni, che nell’accezione camor­ris­ti­ca indi­ca i baby boss che come i pesci sono tal­mente pic­coli da pot­er essere frit­ti e con­sumati all’istante. Pen­so ai rac­con­ti di Saviano, ma pen­so anche allo spet­ta­co­lo trat­to dal roman­zo di Saviano mes­so in sce­na dal Nuo­vo Teatro San­ità.

Un grup­po di gio­vai pro­fes­sion­isti del teatro ha incon­tra­to i gio­vani del quartiere e con loro in una chiesa del ‘700 ha costru­ito da zero un teatro che si pro­pone di fornire non solo un’offerta cul­tur­ale di qual­ità, ma anche di for­mare i gio­vani cre­an­do una realtà sociale di rifer­i­men­to per il quartiere stes­so. 

Il processo di riqualificazione del Rione Sanità

Negli ulti­mi anni, gra­zie anche al par­ro­co del rione, il sac­er­dote Padre Anto­nio, è sta­to fat­to un gran lavoro per avviare il proces­so di riqual­i­fi­cazione e val­oriz­zazione del pat­ri­mo­nio stori­co-artis­ti­co e umano del quartiere.

Il par­ro­co ha rac­colto le idee lan­ci­ate dal suo pre­de­ces­sore, don Giuseppe Ras­sel­lo, il quale sostene­va che la bellez­za fa crescere le per­sone e può dare una spin­ta all’oc­cu­pazione. L’idea, quin­di, era di creare oppor­tu­nità attra­ver­so il recu­pero del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale e artis­ti­co del quartiere, con l’aiu­to di pro­fes­sion­isti e fon­dazioni.

E da qui è nata una coop­er­a­ti­va di gio­vani arche­olo­gi e stu­diosi di beni cul­tur­ali che si è occu­pa­ta del recu­pero de Le Cat­a­combe di San Gen­naro e di San Gau­dioso, oggi final­mente vis­itabili. 

Vi con­siglio di pren­dere parte al tour orga­niz­za­to dal­la Coop­er­a­ti­va così da con­tribuire anche a tale prezioso lavoro. Scegli­ete il tour “Il Miglio Sacro” che parte alle 9:30 dal­l’in­gres­so delle Cat­a­combe di Napoli, in Via Capodi­monte 13 e attra­ver­sa in una mat­ti­na­ta tut­ti i luoghi sim­bo­lo del Rione. 

Il tour del Rione Sanità, tra le 10 cose da vedere a Napoli

1. Basil­i­ca del­la Incoro­na­ta Madre del Buon Con­siglio
Il per­cor­so inizia dal­la Basil­i­ca dell’Incoronata, dal cui gia­rdi­no si accede alle Cat­a­combe di San Gen­naro.

2. Le Cat­a­combe di San Gen­naro
Un tuffo nei sot­ter­ranei dove pot­er ammi­rare fan­tas­ti­ci mosaici e affres­chi di antiche famiglie napo­le­tane. 

catacombe di san gennaro

3. Basil­i­ca di San Gen­naro Extra Moe­nia
Dopo essere diven­ta­to anche un depos­i­to per l’Ospedale oggi è final­mente tor­na­ta ad essere parte del­la vita del quartiere.

4. Il Cimitero delle Fontanelle.
Tale cimitero ha qual­cosa di incred­i­bile sia per l’impatto che per la sua sto­ria. Divenu­to un ossario nel ‘600, si tro­va in una grot­ta di tufo nel mez­zo del­la col­li­na di Materi Dei. Nell’800 diven­ta luo­go di cul­to e alcu­ni seguaci di padre Gae­tano Bar­bati ordi­nano le migli­a­ia di ossa anon­ime. L’anonimato portò i fedeli a pren­dere in adozione alcu­ni dei teschi (le ani­me pezzen­telle) che veni­vano puli­ti e riposti in delle teche in cam­bio di pro­tezione. 

visita-guidata-cimitero-delle-fontanelle

5. Basil­i­ca di San­ta Maria del­la San­ità
Conosci­u­ta anche come la chiesa di San Vin­cen­zo ‘o Muna­cone, all’in­ter­no si trovano le splen­dide Cat­a­combe di San Gau­dioso. Sec­on­do cimitero pale­ocris­tiano di Napoli, i suoi affres­chi han­no ispi­ra­to la Livel­la di Totò.

Da qui nasce anche il ter­mine napo­le­tano “puozz sculà”, dal rit­uale del­la sco­latu­ra, per cui si ponevano i cadav­eri in delle nic­chie in modo da far perdere loro i liq­ui­di. In questo cimitero i nobili napo­le­tani acquis­ta­vano un pos­to ver­so l’immortalità, facen­do esporre il pro­prio tes­chio su affres­chi mer­av­igliosi, ad opera di Bal­duc­ci, che raf­fig­u­ra­vano i defun­ti con abiti e gli attrezzi del mestiere, a rap­p­re­sentare la posizione sociale.

Nelle cat­a­combe è sta­to rin­venu­to inoltre un affres­co del V‑VI sec­o­lo, la più anti­ca raf­fig­u­razione di Maria in Cam­pa­nia, la Madon­na del­la San­ità, che è espos­ta in una cap­pel­la vici­no all’altare cen­trale.

I palazzi del rione Sanità

6. Palaz­zo San­fe­lice
Cap­ola­voro del baroc­co napo­le­tano, la sua par­ti­co­lar­ità è la scali­na­ta inter­na ad ali di fal­co, dal grande effet­to scenografi­co. Provate a salire ed esplo­rate il cor­tile. Tro­verete anche un bel­lis­si­mo murales al pri­mo piano, il murales dell’uomo in catene real­iz­za­to da Zil­da, famoso espo­nente francese del­la street art. Rap­p­re­sen­ta un uomo nudo in catene, con lo sguar­do riv­olto ver­so il bas­so e davan­ti a sé il mare ed il Vesu­vio, ed il cielo plumbeo che sovras­ta la sce­na. Il pri­mo cor­tile con la famosa scala aper­ta fu uti­liz­za­to per l’ambientazione del film Questi fan­tas­mi, traspo­sizione cin­e­matografi­ca del­la com­me­dia Questi fan­tas­mi! di Eduar­do De Fil­ip­po.

7. Palaz­zo del­lo Spag­n­uo­lo
Il palaz­zo pù famoso, com­mis­sion­a­to a Fer­di­nan­do San­fe­lice dal march­ese di Pop­pano, che unificò due edi­fi­ci rice­vu­ti in dote. Anche questo palaz­zo ha una scali­na­ta ad ali di fal­co. L’interno e l’esterno sono ornati con dec­o­razioni a stuc­co in stile rococò real­iz­zate, intorno al 1742, da Aniel­lo Prezioso su dis­eg­no di Francesco Attana­sio.

8. Por­ta San Gen­naro
La por­ta più anti­ca di Napoli, da cui pas­sa­vano i bloc­chi di tufo prove­ni­en­ti dalle cave.

I MURALES DEL RIONE SANITA

Nel­la piaz­za di fronte alla basil­i­ca il murales Luce del­lo street artist Tono Cruz. 18 metri di ver­nice bian­ca, a for­mare un dis­eg­no ton­do, come fos­se un fas­cio di luce, a for­ma di “occhio di bue”, prove­niente da un faro. Sono i volti dei ragazzi e delle ragazze del Rione e sim­bo­leg­giano sper­an­za per il futuro.

8. Chiesa di Santa Maria dei Vergini

Sull’altra fac­cia­ta adi­a­cente alla chiesa, tro­vi­amo un inno all’amore e alla resisten­za. Un uomo e una don­na si sor­reg­gono uno con l’altro, come in una dan­za. L’opera è di Fran­cis­co Boso­let­ti e si inti­to­laRESIS-TI-AMO, pro­mosso dal­la fon­dazione San Gen­naro. E’ il pri­mo murales in Italia real­iz­za­to su una fac­cia­ta di un edi­fi­cio reli­gioso.

Dove mangiare a Rione Sanità a Napoli.

Tap­pa obbli­ga­ta è la pizze­ria “da Con­cetti­na ai tre San­ti” di Ciro Oli­va, che al Rione ha ded­i­ca­to una piz­za, la piz­za fon­dazione San Gen­naro.
Con il cor­ni­cione rip­ieno di salame e farci­ta di salame, pomodoro cor­bari­no, pro­vola affu­mi­ca­ta e delle brici­ole dei tradizion­ali taral­li “nzogna e pepe” (strut­to e pepe) fat­ti nel­la San­ità. Una bom­ba. Un menù di pizze da lec­ca­r­si i baf­fi.

Inoltre avrete la pos­si­bil­ità di las­cia­re una “piz­za sospe­sa”, una bel­lis­si­ma inizia­ti­va che a Napoli è usan­za per il caf­fè, per regalare una piz­za a chi non può per­me­t­tersela.

Non andate via dal Rione se non avete affonda­to i den­ti nel fioc­co di neve del­la pas­tic­ce­ria Pop­pel­la, un dolce dal­la ricetta super­seg­re­ta ideato da Ciro “Pop­pel­la” Scog­namil­lo. 

fiocco di neve poppella - 1

Napoli è conosci­u­ta soprat­tut­to per le sue ric­chezze antiche, per i suoi palazzi, per la sua sto­ria. Ma Napoli è anche molto altro, e tra i miei con­sigli su le 10 cose da vedere a Napoli, non pote­va man­care una drit­ta sul­l’arte con­tem­po­ranea.

MUSEO MADRE

Nel cuore del cen­tro stori­co, Il museo trae il pro­prio nome dall’edificio che lo ospi­ta, il Palaz­zo Donnaregi­na, che come tut­ta l’area in cui sorge deve la denom­i­nazione al Monas­tero di S. Maria Donnaregi­na, fonda­to dagli Sve­vi (XIII sec­o­lo) e poi amplia­to e ricostru­ito nel 1325 dal­la Regi­na Maria d’Ungheria, moglie di Car­lo II d’Angiò.

Il Madre è trai migliori musei di arte con­tem­po­ranea in Italia, tra i più inno­v­a­tivi e tra i più social.

In meno di tre anni, dal 2001 al 2004, su dis­eg­no dell’archistar por­togh­ese Alvaro Siza Vieria, 42 mil­ioni di euro han­no trasfor­ma­to un palaz­zo abban­do­na­to, in uno spazio artis­ti­co d’eccellenza.

Daniel-Buren-Axer-Désaxer-Madre-Napoli-2015-courtesy-Fondazione-Donnaregina-per-le-arti-contemporanee-Napoli-photo-©-Amedeo-Benestante-Museo Madre Napoli

E così 12 opere site spe­cif­ic, al pri­mo piano, sono state real­iz­zate inten­zional­mente per gli ambi­en­ti del Museo da artisti del cal­i­bro di  Francesco Clemente, Jeff Koons, Luciano Fab­ro, Francesco Clemente, Jan­nis Kounel­lis, Mim­mo Pal­adi­no, Rebec­ca Horn, Sol Lewitt, Anish Kapoor, Giulio Paoli­ni, Richard Ser­ra e Richard Long.

Ma non solo, al sec­on­do piano un tuffo nel­la collezione stor­i­ca, un centi­naio di lavori che si alter­nano ogni 3 o 4 anni e che rap­p­re­sen­tano l’arte degli ulti­mi 50 anni, i maestri del con­tem­po­ra­neo. Bur­ri, Warhol, Schi­fano, Kiefer e Fontana.
Le opere sono il presti­to di collezion­isti ital­iani e stranieri tra cui fig­u­ra­no Ontani e Hirst. 

Inoltre la bel­lis­si­ma la vista che si gode dal­la ter­raz­za con la scul­tura di Mim­mo Pal­adi­no che raf­figu­ra un cav­al­lo.

museo madre Mimmo paladino

Di grande impat­to anche il lavoro di Bian­co-Valen­tiIl mare non bagna Napoli”. Il mare è da sem­pre sim­bo­lo di aper­tu­ra e pos­si­bil­ità, e l’opera vuole met­ter in dub­bio pro­prio questo (riman­dan­do all’omonimo tito­lo del roman­zo di Anna Maria Ortese), cre­an­do un cor­to­cir­cuito tra sig­ni­fi­ca­to e sig­nif­i­cante, fra quel­la che è la realtà e l’in­ten­to e l’im­peg­no a mod­i­fi­car­la.
La scrit­ta è real­iz­za­ta in fer­ro e pro­prio per raf­forzare lo sta­to di ten­sione, Gio­van­na Bian­co e Pino Valente torner­an­no ogni anno sul ter­raz­zo del museo per ridipin­gere di bian­co le let­tere in fer­ro che dan­no cor­po all’opera.

Il museo ospi­ta anche mostre per­ma­nen­ti, ha una bib­liote­ca, una medi­ate­ca, un’area book­shop-caf­fet­te­ria, per un totale di 7.200 mq, di cui 2662 sono des­ti­nati ai diver­si liv­el­li di espo­sizione.

Info di Aper­tu­ra del Museo Madre

Orari di Aper­tu­ra
Lunedì e da Mer­coledì a Saba­to 10.00 — 19.30
Domeni­ca 10.00 — 20.00
Chiu­so il Mart­edì
La bigli­et­te­ria chi­ude un’ora pri­ma
http://www.madrenapoli.it

Met­ro­pol­i­tana Lin­ea 1 — fer­ma­ta Museo
Met­ro­pol­i­tana Lin­ea 2 — fer­ma­ta Piaz­za Cavour
Intero: € 8.00

Napoli, defini­ta dal­la Lone­ly Plan­et tra le cit­tà più cool di Italia, ha atti­ra­to molti gal­leristi, e nel 2018 Thomas Dane, che ha un’importante gal­le­ria a Lon­dra, ha aper­to un nuo­vo spazio espos­i­ti­vo nel­la sede di Vil­la Ruf­fo, nel quartiere di Chi­a­ia.

thomas dan gallery - 1
thomas dan gallery

La vil­la che ospi­ta la gal­le­ria è tar­do-otto­cen­tesca, è imm­er­sa in un mer­av­iglioso gia­rdi­no ed ha una vista mer­av­igliosa. Nel pas­sato è sta­ta dimo­ra di una lun­ga serie di intel­let­tuali tra cui il filoso­fo Benedet­to Croce (1866–1952) e lo scrit­tore polac­co trapi­anta­to a Napoli Gustaw Her­ling (1919–2000).

La gal­le­ria si tro­va al pri­mo piano del­la vil­la ed ha un’elegante veran­da che si affac­cia sul Gol­fo e su Capri.

thomas dan gallery - 1 (2)

La Thomas Dane Gallery è spazio espos­i­ti­vo, spazio prog­et­tuale, parte res­i­den­za. Ha un fit­to cal­en­dario di appun­ta­men­ti ded­i­cati alle dif­fer­en­ti forme d’arte dal­la pit­tura, alla scul­tura, alla fotografia, instal­lazione.

Maria dos Anjos di Sonia Gomes foto di Thomas Dane Gallery

Orari:
Mart­edì-Ven­erdì 11am‑1:30pm and 2:30pm-7pm
Saba­to 12–7 pm
Lunedì su appun­ta­men­to
Sito: https://www.thomasdanegallery.com

Ques­ta è vera­mente una mini gui­da per ass­apo­rare un pò di Napoli. Una lista di 10 cose da vedere a Napoli, ma tan­ti sono anco­ra i luoghi da vis­itare.

Se non avete avu­to anco­ra l’op­por­tu­nità di vis­i­tar­la dovete asso­lu­ta­mente trovare l’oc­ca­sione per­ché come dice­va De Crescen­zo “Napoli per me non è la cit­tà di Napoli ma solo una com­po­nente del­l’an­i­mo umano che so di pot­er trovare in tutte le per­sone, siano esse napo­le­tane o no. A volte pen­so addirit­tura che Napoli pos­sa essere anco­ra l’ul­ti­ma sper­an­za che res­ta alla raz­za umana”. 


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