10 cose da vedere a Napoli per innamorarsi

10 cose da vedere a Napoli

Napoli non è una città comune, Napoli è una di quelle città che ti rapisce o ti infastidisce. Non si può restare indifferenti, perché è piena, piena di vita, piena di contrasti, piena di colore ed energia. E c’è tanto da vedere e tanto da vivere. Qui ho raccolto 10 cose da vedere e fare a Napoli per innamorarsene, che poi io in realtà di Napoli mi innamoro ogni volta.

Scrivere di Napoli è una grande responsabilità, tante sono le cose che colpiscono di questa città. E’ già difficile rispondere alla domanda “qual è la pizza più buona di Napoli?”, figuriamoci quale museo visitare assolutamente in un weekend, o qual è la vista più bella del Golfo e del Vesuvio.

Tra le tante citazioni, dichiarazioni d’amore e racconti su Napoli, mi piace tantissimo una frase detta da Erri De Luca in risposta ad un articolo sulla classifica delle città più vivibili in Italia:

Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare

Erri De Luca

E su questo vorrei aprire una piccola parentesi, perché di Napoli e dei napoletani spesso si parla per luoghi comuni e la si cita soprattutto per le criticità, per la criminalità e la sicurezza.

Napoli è una città senza dubbio complessa, che ha avuto e ha tanti problemi, ma il lavoro fatto negli anni è notevole, e vi invito a visitarla senza timori, scoprendo luoghi anche un pò diversi dai soliti itinerari turistici. Vi invito a parlare con le persone, a notare i sorrisi e i saluti che riceverete.

LE 10 COSE DA VEDERE A NAPOLI

IL GOLFO DI NAPOLI

Napoli ha una cosa preziosa, il suo golfo, il suo mare che dona alla città la sua energia e la sua propensione all’accoglienza. Avere il mare in città è un privilegio, e fare una passeggiata sul lungo mare permette di respirare un pò dell’animo stesso della città.

Quindi partite dal mare, passeggiate in direzione di Castel dell’Ovo, addentratevi nel suo Borgo Marinaro. Salendo fino alla vetta del castello potrete ammirare delle vedute sul golfo incredibili, con il Vesuvio che imponente vi ruberà molti scatti.

CASTEL dell'ovo
vista da castel dell'ovo - 1 (1)

Da lungomare Caracciolo proseguite con lentezza verso Mergellina, che tra pescatori, reti da pesca, barche vi tufferà nella Napoli più vera. Ammirate la collina di Possilipo ai vostri piedi e decidete se proseguire verso Capo Posillipo.

POSILLIPO, perché è tra le 10 cose da vedere a Napoli

Posillipo vuol dire “tregua dagli affanni”, deriva infatti da due termini di origine greca: “pause” e “lypon”, che vogliono dire appunto cessazione dei dolori.

E in effetti la bellezza di questo posto vi farà dimenticare per un pò dei vostri pensieri che affiderete al mare.

Sarà la magia della leggenda del giovane Posillipo che, innamorato in modo non corrisposto di Nisida, decide di togliersi la vita gettandosi in mare. Ma il giovane viene trasformato in un promontorio e Nisida nello “scoglio” che si trova proprio di fronte al promontorio.

Posillipo ha il fascino decadente dei suoi palazzi, primo fra tutti Palazzo Donn’Anna. Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne costruito per volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré duca di Medina de las Torres. Il Palazzo non fu però terminato ed ha oggi il fascino di un’antica rovina immersa nel mare.

Palazzo Donn'Anna Napoli

CASTEL SANT’ELMO, VOMERO, CHIAIA

Vedere Napoli dall’alto per poi immergersi nei suoi diversi e caratteristici quartieri è un buon modo per avere uno sguardo di insieme sulla città.

Una delle viste più belle la offre il suo Castello, Castel Sant’Elmo, un’imponente struttura a pianta stellare con sei punte, dove potrete riconoscere e capire perché si chiama così la famosa via Spaccanapoli.

Castel Sant'Elmo Napoli tra le 10 cose da vedere a Napoli

Castel Sant’Elmo si trova sulla collina del Vomero, quartiere raffinato di Napoli dove poter ammirare molti palazzi Liberty.

Piazza Vanvitelli, via Solimena, via Luca Giordano, via Cimarosa, via Palizzi e piazza Fuga, il quadrilatero dove poterne vedere di più. Dalle ville di Adolfo e Gino Avena, Michele Platania, Stanislao Sorrentino. Consigliato assolutamente al tramonto per ammirare il panorama e la luce tingere di rosa i palazzi. Fermatevi in uno dei suoli locali, come la Fonoteca storico negozio di dischi dove poter prendere un aperitivo. 

Dal Vomero potete scendere e cenare nella zona vivace di Chiaia. Fate un salto veloce a Palazzo Mannajuolo e chiedete al portiere di poter vedere la sua scala ellissoidale. Assolutamente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

palazzo Mannjuolo Napoli

Poi fermatevi a cena da Ristorante Umberto in Via Alabardieri 30, dove potrete mangiare una buonissima pizza o assaggiare uno dei suoi piatti, tutti cucinati con prodotti Slow Food.

Come arrivare al Castello dal centro 

Funicolare Centrale di Napoli, Piazzetta Duca D’Aosta, 80132 Napoli NA (Fermata Piazza Fuga).
La stazione a monte di Piazza Fuga è collegata, tramite una galleria sotterranea dotata di marciapiedi mobili, alla stazione Vanvitelli della linea 1 della metropolitana ed alla funicolare di Chiaia.

Ingresso: 5,00 €; Martedì 2,50 €; Riduzione 2,00 € 
Giorni e orario apertura:
Castello:
Lunedì-Domenica 8.30-19.30;
Museo:
Mercoledì-Lunedì 9.30-17.00 Chiusura settimanale: Martedì (solo Museo); Orario biglietteria:
Castello 8.30-18.30, Museo 9.30-16.15;
Prenotazione: Nessuna

I QUARTIERI SPAGNOLI

Per immergersi nel folclore e nella vivacità di Napoli occorre inoltrarsi nei quartieri spagnoli. Impossibile non inserirli nelle 10 cose da vedere a Napoli.

Partendo dalla famosa Piazza del Plebiscito con il suo storico caffè Gambrinus, dirigitevi verso Piazza Trieste e Trento e da qui risalite via Toledo, il corso più importante di Napoli, verso Piazza Dante.
Sulla sinistra si sviluppano in un dedalo di viuzze i famosi Quartieri Spagnoli. Se un tempo era proibito entrare, oggi potete girare tranquillamente, per assaporare un pò di vera Napoli.

Tra panni stesi, cortili di palazzi magnifici e variopinti bassi (‘o Vascio) perdersi sarà facile. Vi ritroverete tra mercati, bancarelle di frutta e verdura, banchi di pesce. L’aroma del caffè e del ragù, insieme alla musica vi rapiranno. La nascita dei Quartieri è legata al periodo di dominazione spagnola a Napoli, quando la zona della città fu destinata a dare sistemazione ai tanti militari che vivevano qui.

I murales dei quartieri spagnoli

Tra le vie dei quartieri ci sono molti murales, dal famoso Maradona, in via Emanuele De Deo, al vicolo ribattezzato vicolo Totò (via Portacarrese a Montecalvario), un museo all’aperto dove numerosi artisti hanno lasciato opere dedicate a Totò e agli altri grandi artisti napoletani. Troverete anche una finta tipografia ‘Lo Turco’ come quella del celebre film ‘La banda degli onesti’.

O ancora quelli di Cyop&Kaf, con il loto progetto “Quore spinato”, volto a rivalutare il quartiere proprio attraverso i graffiti: ne hanno realizzati 223 in 3 anni

FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli onlus

Nella lista delle 10 cose da vedere a Napoli, ho voluto inserire qualcosa fuori dai circuiti turistici, a Montecalvario, vicino al vicolo Totò, fate un salto da FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli onlus, un progetto di Rigenerazione Urbana promosso e realizzato da imprese e privati, iniziato nel 2013.

Un progetto che ha trasformato l’ex Istituto Montecalvario, con i suoi 10.000 mq, in un luogo che promuove nuove imprese e auto-imprenditorialità, nuova occupazione e formazione per il quartiere con un focus dedicato ai ragazzi.

Focus ospita una comunità attiva di scuole, imprese sociali, cooperative, enti e persone, che qui lavorano e collaborano promuovendo processi di mobilità sociale, sviluppo, trasformazione, attraverso servizi e attività di educazione, formazione, cura della persona e professionalizzazione in un’area socialmente fragile della città. Foqus sperimenta un nuovo modello di welfare e economia, promuovendo e valorizzando le risorse sociali, i luoghi, le persone, coinvolgendoli in programmi socialmente inclusivi

Il progetto è realizzato interamente su iniziativa e con risorse private. E soprattutto grazie al sostegno di DPDB, Ferrarelle, Fondazione Con il Sud, imprese private, fondazioni e cittadini.

Dove mangiare nei Quartieri Spagnoli a Napoli

Ovviamente nei quartieri spagnoli non potete non mangiare in qualche tipica trattoria o pizzeria. Assolutamente consigliati il Gobetto (una verace trattoria famigliare dove assaporare i grandi classici della cucina napoletana. Consigliato anche dalla Guida Michelin) e la pizzeria da Brandi, dove è nata la pizza margherita.

SPACCANAPOLI E FORCELLA tra le 10 cose da vedere a Napoli

Spaccanapoli

Per vedere una Napoli senza veli, proseguite per Spaccanapoli, la strada che dai Quartieri Spagnoli giunge al quartiere di Forcella, tagliando la città in una linea retta visibile dall’alto. In questa lunga e stretta via si trovano tra le principali bellezze architettoniche, tesori nascosti, cuoppi e pizze fritte al portafoglio.

La bellissima Piazza e Chiesa del Gesù Nuovo, con la sua facciata di bugnato, avvolta nel mistero di simboli esoterici. Dopo 5 anni di studi, lo storico dell’arte Vincenzo de Pasquale, insieme al gesuita Csar Dors e al musicologo Lòrànt Réz hanno svelato il mistero.

piazza del gesù napoli - 1

I simboli incisi sulla facciata della chiesa sono i 7 simboli dell’alfabeto aramaico, usati per rappresentare 7 note musicali disposte su un pentagramma di piperno. Le lettere se lette in sequenza da destra a sinistra e dal basso verso l’altro possono essere tradotte in note e suonate: una melodia di quasi tre quarti d’ora.

Poco più avanti troverete i Chiostri del Monastero di Santa Chiara, con le maioliche blu e gialle che si fondono con l’ambiente circostante. Una vera oasi di pace nella chiassosa Spaccanapoli

Mangiate una sfogliatella da Scaturchio nella bella Piazza San Domenico Maggiore o una buona pizza da Gino Sorbillo. Dirigetevi verso San Gregorio Armeno dove poter ammirare gli artigiani dei presepi e poter comprare qualche corno da regalare. 

Pizzeria Gino Sorbillo 10 cose da fare a Napoli

Forcella

Proseguendo verso via Duomo arriverete nel cuore di Forcella, il ventre di Napoli. Il suo nome deriva dal  bivio a forma di Y che ricorda le forme di una Forcella. Nato come quartiere per ospitare gli ebrei, fu smantellato durante la dominazione spagnola e abitato dalla “Napoli bene”, vissero qui gli Orsini, i Caracciolo e la stessa regina Giovanna.

A Forcella ci sono la storica Antica pizzeria da Michele, la pizzeria Trianon da Ciro, di fronte all’omonimo teatro il cui palco è stato cavalcato dai personaggi più famosi dello scorso secolo: Totò, De Filippo, Scarpetta.

I murales a Forcella

Proprio in prossimità di via Duomo passeggiando troverete anche il famoso murales dedicato a San Gennaro, dello street artist più famoso di Napoli. I murales di Jorit sono in varie zone della città e sono sicuramente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

“Santifico le persone del popolo come Caravaggio. Forse sembra blasfemo ma scelgo gente comune per dare il volto a Santi e Madonne, persone che conosco e mi hanno colpito. Il San Gennaro ritratto sul muro di Forcella è un mio amico, un operaio napoletano di 35 anni”.

La street art non basta a riqualificare le città ma consente di creare tour d’arte e può migliorare l’aspetto di alcune zone dando nuovo colore al quartiere e ai suoi cittadini. E magari passeggiando incontrerete qualche artista all’opera. Io ho incontrato Zed1 nei quartieri spagnoli mentre realizzava “A cunzegna”.

CRISTO VELATO

Te lo possono descrivere, puoi vedere le sue immagini sul web, ma se non l’hai mai visto dal vivo non puoi capire di cosa si tratta. Nella lista delle 10 cose da vedere a Napoli è impensabile non inserire la Cappella San Severo e il Cristo Velato.

Vedere il Cristo Velato a Napoli direi che è quasi necessario. Se non volete perdere tempo in lunghe file, o rischiare di non trovare biglietti, prenotate per tempo la vostra visita.

Cristo Velato tra le 10 cose da vedere a Napoli

Realizzato nel 1753 da Giuseppe Sanmartino, rappresenta la figura di Cristo adagiato sotto un velo. La leggenda narra che il velo sia frutto di un processo alchemico di “marmorizzazione” compiuto dal principe di Sansevero, Raimondo di Sangro.

In realtà, il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra. E’ impressionante l’empatia che i dettagli della scultura, le espressioni, le pieghe del velo, i lineamenti del viso e del corpo riescono a creare.

Biglietto ordinario: € 8,00 Chiuso il martedì
Orari: tutti i giorni 9:00 – 19:00 Sabato: 9:00 – 20:30 (da maggio a dicembre 2019)
Ultimo ingresso consentito 30 min. prima della chiusura
https://www.museosansevero.it/cappella-sansevero/

VISITARE LA STAZIONE DELLA METRO

In quante città la metro rappresenta un luogo da visitare? Tra le 10 cose da vedere a Napoli la metro dedica un capito a parte!

La metro di Napoli è tra le più belle del mondo, grazie al progetto artistico di cui è stata protagonista, uno dei più interessanti esperimenti italiani di inserimento permanente di opere d’arte contemporanea in un contesto urbano.

Un modo per portare l’arte fuori dai musei e di avvicinare un nuovo pubblico, che diventa spettatore nel suo percorso quotidiano.

Pistoletto Metro di NApoli - 1

Una delle stazioni più belle è sicuramente quella di Toledo, tanto bella da vincere il premio di stazione più bella d’Europa. Dai mosaici di Kentridge all’ingresso, che raffigurano una processione di figure e oggetti che richiamano la città, passiamo al Crater de luz, un grande cono che attraversa in profondità tutti i livelli della stazione, con la spettacolare hall che si trova 40 metri più in basso, sotto al livello del mare.

La stazione è illuminata dall’opera di Robert Wilson Relative light”: migliaia di LED programmati sulla gamma cromatica degli azzurri creano suggestive e variabili armonie luminose. E ricordano le increspature del mare. 

La maggior parte delle fermate sono sulla Linea 1 : Museo – Dante – Salvator Rosa – Materdei – Cilea/Quattro Giornate – Vanvitelli – Rione Alto a cui si sono di recente aggiunte Università, Toledo, Garibaldi e Municipio. Il progetto si è esteso anche alla Linea 6 con le seguenti stazioni: Lala – Mergellina – Augusto – Mostra. 

RIONE SANITA’

Il Rione Sanità è un tuffo nel cuore di Napoli, tra la sua gente e la sua voglia di rinascita, assolutamente tra le 10 cose da vedere a Napoli.

Quando penso al Rione Sanità penso a La Paranza dei bambini, che nell’accezione camorristica indica i baby boss che come i pesci sono talmente piccoli da poter essere fritti e consumati all’istante. Penso ai racconti di Saviano, ma penso anche allo spettacolo tratto dal romanzo di Saviano messo in scena dal Nuovo Teatro Sanità.

Un gruppo di giovai professionisti del teatro ha incontrato i giovani del quartiere e con loro in una chiesa del ‘700 ha costruito da zero un teatro che si propone di fornire non solo un’offerta culturale di qualità, ma anche di formare i giovani creando una realtà sociale di riferimento per il quartiere stesso. 

Il processo di riqualificazione del Rione Sanità

Negli ultimi anni, grazie anche al parroco del rione, il sacerdote Padre Antonio, è stato fatto un gran lavoro per avviare il processo di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e umano del quartiere.

Il parroco ha raccolto le idee lanciate dal suo predecessore, don Giuseppe Rassello, il quale sosteneva che la bellezza fa crescere le persone e può dare una spinta all’occupazione. L’idea, quindi, era di creare opportunità attraverso il recupero del patrimonio culturale e artistico del quartiere, con l’aiuto di professionisti e fondazioni.

E da qui è nata una cooperativa di giovani archeologi e studiosi di beni culturali che si è occupata del recupero de Le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, oggi finalmente visitabili. 

Vi consiglio di prendere parte al tour organizzato dalla Cooperativa così da contribuire anche a tale prezioso lavoro. Scegliete il tour “Il Miglio Sacro” che parte alle 9:30 dall’ingresso delle Catacombe di Napoli, in Via Capodimonte 13 e attraversa in una mattinata tutti i luoghi simbolo del Rione. 

Il tour del Rione Sanità, tra le 10 cose da vedere a Napoli

1. Basilica della Incoronata Madre del Buon Consiglio
Il percorso inizia dalla Basilica dell’Incoronata, dal cui giardino si accede alle Catacombe di San Gennaro.

2. Le Catacombe di San Gennaro
Un tuffo nei sotterranei dove poter ammirare fantastici mosaici e affreschi di antiche famiglie napoletane. 

catacombe di san gennaro

3. Basilica di San Gennaro Extra Moenia
Dopo essere diventato anche un deposito per l’Ospedale oggi è finalmente tornata ad essere parte della vita del quartiere.

4. Il Cimitero delle Fontanelle.
Tale cimitero ha qualcosa di incredibile sia per l’impatto che per la sua storia. Divenuto un ossario nel ‘600, si trova in una grotta di tufo nel mezzo della collina di Materi Dei. Nell’800 diventa luogo di culto e alcuni seguaci di padre Gaetano Barbati ordinano le migliaia di ossa anonime. L’anonimato portò i fedeli a prendere in adozione alcuni dei teschi (le anime pezzentelle) che venivano puliti e riposti in delle teche in cambio di protezione. 

visita-guidata-cimitero-delle-fontanelle

5. Basilica di Santa Maria della Sanità
Conosciuta anche come la chiesa di San Vincenzo ‘o Munacone, all’interno si trovano le splendide Catacombe di San Gaudioso. Secondo cimitero paleocristiano di Napoli, i suoi affreschi hanno ispirato la Livella di Totò.

Da qui nasce anche il termine napoletano “puozz sculà”, dal rituale della scolatura, per cui si ponevano i cadaveri in delle nicchie in modo da far perdere loro i liquidi. In questo cimitero i nobili napoletani acquistavano un posto verso l’immortalità, facendo esporre il proprio teschio su affreschi meravigliosi, ad opera di Balducci, che raffiguravano i defunti con abiti e gli attrezzi del mestiere, a rappresentare la posizione sociale.

Nelle catacombe è stato rinvenuto inoltre un affresco del V-VI secolo, la più antica raffigurazione di Maria in Campania, la Madonna della Sanità, che è esposta in una cappella vicino all’altare centrale.

I palazzi del rione Sanità

6. Palazzo Sanfelice
Capolavoro del barocco napoletano, la sua particolarità è la scalinata interna ad ali di falco, dal grande effetto scenografico. Provate a salire ed esplorate il cortile. Troverete anche un bellissimo murales al primo piano, il murales dell’uomo in catene realizzato da Zilda, famoso esponente francese della street art. Rappresenta un uomo nudo in catene, con lo sguardo rivolto verso il basso e davanti a sé il mare ed il Vesuvio, ed il cielo plumbeo che sovrasta la scena. Il primo cortile con la famosa scala aperta fu utilizzato per l’ambientazione del film Questi fantasmi, trasposizione cinematografica della commedia Questi fantasmi! di Eduardo De Filippo.

7. Palazzo dello Spagnuolo
Il palazzo pù famoso, commissionato a Ferdinando Sanfelice dal marchese di Poppano, che unificò due edifici ricevuti in dote. Anche questo palazzo ha una scalinata ad ali di falco. L’interno e l’esterno sono ornati con decorazioni a stucco in stile rococò realizzate, intorno al 1742, da Aniello Prezioso su disegno di Francesco Attanasio.

8. Porta San Gennaro
La porta più antica di Napoli, da cui passavano i blocchi di tufo provenienti dalle cave.

I MURALES DEL RIONE SANITA’

Nella piazza di fronte alla basilica il murales Luce dello street artist Tono Cruz. 18 metri di vernice bianca, a formare un disegno tondo, come fosse un fascio di luce, a forma di “occhio di bue”, proveniente da un faro. Sono i volti dei ragazzi e delle ragazze del Rione e simboleggiano speranza per il futuro.

8. Chiesa di Santa Maria dei Vergini

Sull’altra facciata adiacente alla chiesa, troviamo un inno all’amore e alla resistenza. Un uomo e una donna si sorreggono uno con l’altro, come in una danza. L’opera è di Francisco Bosoletti e si intitola “RESIS-TI-AMO”, promosso dalla fondazione San Gennaro. E’ il primo murales in Italia realizzato su una facciata di un edificio religioso.

Dove mangiare a Rione Sanità a Napoli.

Tappa obbligata è la pizzeria “da Concettina ai tre Santi” di Ciro Oliva, che al Rione ha dedicato una pizza, la pizza fondazione San Gennaro.
Con il cornicione ripieno di salame e farcita di salame, pomodoro corbarino, provola affumicata e delle briciole dei tradizionali taralli “nzogna e pepe” (strutto e pepe) fatti nella Sanità. Una bomba. Un menù di pizze da leccarsi i baffi.

Inoltre avrete la possibilità di lasciare una “pizza sospesa”, una bellissima iniziativa che a Napoli è usanza per il caffè, per regalare una pizza a chi non può permettersela.

Non andate via dal Rione se non avete affondato i denti nel fiocco di neve della pasticceria Poppella, un dolce dalla ricetta supersegreta ideato da Ciro “Poppella” Scognamillo. 

fiocco di neve poppella - 1

ARTE CONTEMPORANEA A NAPOLI: Il MUSEO MADRE E THOMAS DANE GALLERY

Napoli è conosciuta soprattutto per le sue ricchezze antiche, per i suoi palazzi, per la sua storia. Ma Napoli è anche molto altro, e tra i miei consigli su le 10 cose da vedere a Napoli, non poteva mancare una dritta sull’arte contemporanea.

MUSEO MADRE

Nel cuore del centro storico, Il museo trae il proprio nome dall’edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che come tutta l’area in cui sorge deve la denominazione al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi (XIII secolo) e poi ampliato e ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò.

Il Madre è trai migliori musei di arte contemporanea in Italia, tra i più innovativi e tra i più social.

In meno di tre anni, dal 2001 al 2004, su disegno dell’archistar portoghese Alvaro Siza Vieria, 42 milioni di euro hanno trasformato un palazzo abbandonato, in uno spazio artistico d’eccellenza.

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E così 12 opere site specific, al primo piano, sono state realizzate intenzionalmente per gli ambienti del Museo da artisti del calibro di  Francesco Clemente, Jeff Koons, Luciano Fabro, Francesco Clemente, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Rebecca Horn, Sol Lewitt, Anish Kapoor, Giulio Paolini, Richard Serra e Richard Long.

Ma non solo, al secondo piano un tuffo nella collezione storica, un centinaio di lavori che si alternano ogni 3 o 4 anni e che rappresentano l’arte degli ultimi 50 anni, i maestri del contemporaneo. Burri, Warhol, Schifano, Kiefer e Fontana.
Le opere sono il prestito di collezionisti italiani e stranieri tra cui figurano Ontani e Hirst. 

Inoltre la bellissima la vista che si gode dalla terrazza con la scultura di Mimmo Paladino che raffigura un cavallo.

museo madre Mimmo Palladino

Di grande impatto anche il lavoro di Bianco-ValentiIl mare non bagna Napoli“. Il mare è da sempre simbolo di apertura e possibilità, e l’opera vuole metter in dubbio proprio questo (rimandando all’omonimo titolo del romanzo di Anna Maria Ortese), creando un cortocircuito tra significato e significante, fra quella che è la realtà e l’intento e l’impegno a modificarla.
La scritta è realizzata in ferro e proprio per rafforzare lo stato di tensione, Giovanna Bianco e Pino Valente torneranno ogni anno sul terrazzo del museo per ridipingere di bianco le lettere in ferro che danno corpo all’opera.

Il museo ospita anche mostre permanenti, ha una biblioteca, una mediateca, un’area bookshop-caffetteria, per un totale di 7.200 mq, di cui 2662 sono destinati ai diversi livelli di esposizione.

Info di Apertura del Museo Madre

Orari di Apertura
Lunedì e da Mercoledì a Sabato 10.00 — 19.30
Domenica 10.00 — 20.00
Chiuso il Martedì
La biglietteria chiude un’ora prima
http://www.madrenapoli.it

Metropolitana Linea 1 — fermata Museo
Metropolitana Linea 2 — fermata Piazza Cavour
Intero: € 8.00

THOMAS DANE GALLERY

Napoli, definita dalla Lonely Planet tra le città più cool di Italia, ha attirato molti galleristi, e nel 2018 Thomas Dane, che ha un’importante galleria a Londra, ha aperto un nuovo spazio espositivo nella sede di Villa Ruffo, nel quartiere di Chiaia.

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thomas dan gallery

La villa che ospita la galleria è tardo-ottocentesca, è immersa in un meraviglioso giardino ed ha una vista meravigliosa. Nel passato è stata dimora di una lunga serie di intellettuali tra cui il filosofo Benedetto Croce (1866-1952) e lo scrittore polacco trapiantato a Napoli Gustaw Herling (1919-2000).

La galleria si trova al primo piano della villa ed ha un’elegante veranda che si affaccia sul Golfo e su Capri.

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La Thomas Dane Gallery è spazio espositivo, spazio progettuale, parte residenza. Ha un fitto calendario di appuntamenti dedicati alle differenti forme d’arte dalla pittura, alla scultura, alla fotografia, installazione.

Maria dos Anjos di Sonia Gomes foto di Thomas Dane Gallery

Orari:
Martedì-Venerdì 11am-1:30pm and 2:30pm-7pm
Sabato 12-7 pm
Lunedì su appuntamento
Sito: https://www.thomasdanegallery.com

Questa è veramente una mini guida per assaporare un pò di Napoli. Una lista di 10 cose da vedere a Napoli, ma tanti sono ancora i luoghi da visitare.

Se non avete avuto ancora l’opportunità di visitarla dovete assolutamente trovare l’occasione perché come diceva De Crescenzo “Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no. A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana”. 


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